"Fase 2", la Polstrada intensificherà i controlli: «Massima attenzione alle motivazioni»

Proseguono e aumentano le verifiche lungo autostrade e arterie della provincia in vista della ripresa delle attività e dell'uscita del nuovo modello di autocertificazione

(foto: archivio)

La "Fase 2" delle'emergenza Coronavirus non sarà un "libera tutti". In vista delle nuove disposizioni governative lo sottolinea la polizia stradale padovana che si accinge a incrementare ulteriormente i controlli sulle strade.

Restrizioni

Obiettivo primario è azzerare il rischio di una nuova impennata dei contagi. Dal 4 maggio infatti le maglie delle limitazioni si allargano leggermente: parte delle attività produttive saranno riaperte e di conseguenza aumenteranno gli spostamenti. Ciò non significa però che chiunque sarà libero di muoversi. Nonostante l'ultima ordinanza regionale consenta lo spostamento all'interno del comune di residenza, i limiti restano stringenti. All'interno del Veneto restano ammesse le uscite dalla residenza solo ed esclusivamente per motivi di necessità e urgenza lavorativa e sanitaria. Si aggiungono la possibilità di rientrare al proprio domicilio per chi fosse rimasto bloccato fuori regione, come pure quella di far visita ai congiunti, ma solo rispettando il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro oltre all'uso di mascherina e guanti.

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Le autocertificazioni

Come le limitazioni, restano in vigore le sanzioni. Chiunque si sposti dovrà produrre l'autocertificazione, per la quale verrà emesso un apposito nuovo modulo che presenterà tutte le possibili motivazioni di spostamento. Questo sarà vagliato dagli agenti al momento del controllo ma potrà anche essere sottoposto a successive verifiche d'ufficio. Per questo la Polstrada aumenterà la sua presenza lungo le autostrade, ai caselli e sulle principali arterie della provincia. Il dirigente Gianfranco Martorano invita a rispettare le misure e limitare al massimo gli spostamenti, come pure a dichiarare subito le ragioni effettive dell'uscita. Fornire una motivazione che poi si riveli falsa fa infatti incorrere non in una multa ma in una denuncia penale.

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