Fattoria didattica e museo della civiltà contadina: a Polverara il centro estivo dove i bambini giocano con la terra e con gli animali

Ormai prossima l’apertura delle scuole, chiudono i centri estivi. Sempre più utilizzati dalle famiglie, coniugano divertimento e attività didattiche di ogni genere. Siamo così andati a visitare uno di quelli che a nostro avviso aveva l’offerta più originale

Ormai prossima l’apertura delle scuole, chiudono i centri estivi. Sempre più utilizzati dalle famiglie, coniugano divertimento e attività didattiche di ogni genere. Siamo così andati a visitare uno di quelli che a nostro avviso aveva l’offerta più originale. Alla Masseria di Poverara, dove viene allevata la famosa gallina del posto, per tutta l’estate si sono messe in campo attività che hanno permesso ai più piccoli di imparare tanto sulla natura. Dal relazionarsi con animali, pecore, galline, oche, asini e conigli al riconoscere le piante. 

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Luca Trivellato ha recuperato e trasformato la casa colonica di fine ottocento acquistata dal padre trent’anni fa. «E’ diventata fattoria didattica e in questo momento anche museo della civiltà contadina riconosciuto dalla Regione Veneto. E’ un modo per far comprendere la bellezza e la qualità della vita contadina. Durante l’estate organizziamo centri estivi con la stessa finalità ma anche durante l’anno scolastico sono tante le scolaresche che ci vengono a trovare e con le quali organizziamo attività. Poi anche durante i week end spesso ci sono iniziative in cui apriamo la Masseria alle famiglie, sarà così anche il 22 settembre». 

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«I bambini sono sommersi da tantissimi input - sottolinea Trivellato - in un’epoca come questa, tra tv, telefoni e tablet. Qui invece riescono a trovare di nuovo un rapporto con il tempo. Le tematiche che sviluppiamo vengono affrontate sia dal punto didattico che dal punto di vista pratico e infine artistico. Non solo giocano con gli animali, prendono confidenza con le piante e la natura, ma interagiscono con essa. Le attività che proponiamo non sono obbligatorie ma i bambini che partecipano sono sempre entusiasti e anche chi all’inizio è scettico poi si unisce agli altri. Anche questo avviene, in modo naturale», sorride Trivellato. 

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