Frode all'iva nel settore calzaturiero: sequestrati immobili e contri correnti per 1 milione di euro

Nei guai è finito un imprenditore di 62 anni che lavora a Este e che ha inserito in dichiarazione oltre 600 fatture false per abbattere l'Iva. L'operazione è della Guardia di Finanza

I finanzieri del Comando Provinciale di Padova, a conclusione di un un’indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Rovigo, scaturita da un'attività investigativa nel settore del contrasto all’evasione e alle frodi fiscali, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, per la confisca del valore di un milione di euro, nei confronti dell’amministratore unico di una società della Bassa Padovana (62 anni di Este) operante nel settore della fabbricazione di forme per calzature.

I sequestri

Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro 11 immobili e 13 conti correnti, tutti nella disponibilità del rappresentante legale della società, indagato per aver utilizzato fatture false che si era “autoprodotto” a discapito degli ignari fornitori. Il sequestro rappresenta l’epilogo di approfondite indagini di polizia giudiziaria e della parallela attività di verifica fiscale svolte dalla Compagnia di Este, all’esito delle quali i militari hanno accertato che la società, a partire dall’anno 2014, aveva utilizzato complessivamente 620 fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, per un imponibile di 4,5 milioni di euro, “apparentemente” emesse da 50 calzaturifici dislocati sul territorio nazionale: in realtà, la maggior parte degli operatori economici ha riferito di non aver mai intrattenuto rapporti commerciali con la società padovana e alcuni hanno dichiarato di aver collaborato con l’azienda solo in passato, ma di non aver mai effettuato, nelle annualità oggetto di indagine, cessioni di beni, se non in rare occasioni e per quantitativi di merce irrisori.

Scritture contabili

È stato appurato, quindi, attraverso il controlli delle scritture contabili e dei conti correnti aziendali come le fatture false fossero state prodotte “in casa” dallo stesso imprenditore, per poi confluire nei modelli dichiarativi della società al solo scopo di evadere l’iva. L’attività di servizio in rassegna testimonia la costante azione della Guardia di Finanza nel contrasto all’evasione fiscale e, in particolare, alle frodi in materia di imposta sul valore aggiunto, così contribuendo a drenare risorse finanziarie sottratte al bilancio dello stato e dell’unione europea e a favorire le condizioni necessarie per tutelare la concorrenza e gli imprenditori rispettosi delle regole di mercato, danneggiati dalla maggiore competitività dei prodotti commercializzati dagli autori di condotte fraudolente, soprattutto in un periodo caratterizzato da non trascurabili ricadute economiche dovute all’attuale emergenza sanitari

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