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Fatture false per oltre 5 milioni di euro: in manette anche un 47enne di Cittadella

La guardia di finanza e i carabinieri di Bassano del Grappa hanno accertato una frode fiscale per oltre 5 milioni di euro. Sequestrati beni mobili ed immobili per oltre 850 mila euro

Fiumi di denaro sospetti, fatture false, frode. Maxi operazione delle forze dell'ordine che nelle scorse ore per questi motivi hanno messo in manette anche un 47enne di Cittadella. Giovedì mattina Guardia di Finanza e carabinieri di Bassano del Grappa hanno dato esecuzione a provvedimenti emessi dalla Procura della Repubblica di Vicenza, in relazione ad indagini coordinate dai P.M. Giulia Floris e Alessia La Placa.

OPERAZIONE. L’operazione, che ha tratto origine da indagini su altri reati, è stata analiticamente sviluppata sotto il profilo economico finanziario ed ha permesso di individuare una rilevante frode fiscale. Nell’estate del 2015, a seguito di alcuni episodi criminosi avvenuti nel Vicentino, segnatamente furti in abitazione, i carabinieri di Bassano avevano dato inizio ad un’attività info-investigativa per cercare di fare terra bruciata intorno ad alcuni pregiudicati per reati specifici di nazionalità italiana. Durante i numerosi servizi di pedinamento ed appostamento, nonché l’analisi delle fonti confidenziali del sottobosco criminale, emergevano note in controtendenza su altre tipologie di reati. Nello specifico, analizzando un episodio criminale di natura predatoria avvenuto nell’hinterland Bassanese, emergeva una persona vicina alla vittima su cui si facevano insistenti le voci di amicizie controindicate nel mondo dei colletti bianchi.

FLUSSI DI DENARO SOSPETTO. Dai primi accertamenti di massima, emergevano flussi di denaro sospetti e società di dubbia costituzione e legalità, un apparato di possibile natura criminale economico-finanziaria per cui i carabinieri richiedevano l’apporto investigativo specialistico della Guardia di Finanza in affiancamento. Al termine di 8 mesi di indagini congiunte e serrate, sfruttando la superiorità info-investigativa sul territorio dell’Arma dei carabinieri e le superbe capacità di analisi economico-finanzaria della Guardia di Finanza, si è dipanato agli occhi degli investigatori un quadro di flussi immateriali di denaro completamente inesistente ai fini di truffare lo Stato Italiano con indebite detrazioni di IVA.

ARRESTI. All’alba di giovedì i militari hanno dato esecuzione a provvedimenti che hanno disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Q.T. e M.T. e il sequestro preventivo per equivalente su beni mobili ed immobili per un valore superiore a 850mila euro. In particolare, nei confronti di Q.T., di anni 34, di Tezze sul Brenta (VI), e di M.T., di anni 47, di Cittadella, è stato adottato il provvedimento degli arresti domiciliari per aver emesso fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per circa 5 milioni in poco più di un anno tramite una impresa cartiera di Tezze sul Brenta, formalmente intestata ad un prestanome, anch’esso indagato. M.T. non è stato ancora rintracciato e gli investigatori dell’Arma e delle Fiamme Gialle sono sulle sue tracce per assicurarlo alla giustizia.

COME FUNZIONAVA LA FRODE. L’impresa cartiera, per la frode, utilizzava il classico meccanismo dell’interposizione fittizia. Dopo aver formalmente acquistato beni da operatori comunitari, ed in particolare elementi in legno, rivendeva gli stessi ad una società riconducibile anch’essa ai soggetti posti agli arresti domiciliari. Per la cartiera, l’acquisto avveniva senza applicazione di IVA, in virtù del regime previsto per le operazioni intracomunitarie, mentre alle successive vendite, effettuate tutte nei confronti della medesima impresa, riconducibile anch’essa ai due arrestati, veniva applicata l’IVA per gli scambi nazionali. La cartiera, quindi, incassava imposta sul valore aggiunto che sistematicamente non versava, permettendo così agli artefici della frode l’indebita detrazione di IVA, che rientrava in loro possesso mediante trasferimenti su altri rapporti finanziari, ubicati anche all’estero. 


PROVVEDIMENTI. Nei confronti degli ideatori della frode è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente su beni mobili ed immobili per un valore superiore a € 85mila, tra cui una lussuosa villa, attuale dimora di uno dei due arrestati. Sempre nella mattinata sono state eseguite 11 perquisizioni, nel Vicentino, nei confronti di soggetti a vario titolo coinvolti nelle indagini. L’operazione conclusa oggi, che si è avvalsa dei più sofisticati strumenti investigativi, tra i quali intercettazioni telefoniche ed accertamenti bancari, ha consentito di assicurare alla giustizia i due ideatori della frode, aggredendo i loro patrimoni. L’aggressione della ricchezza illecitamente accumulata si rivela, ancora una volta, strumento essenziale nella tutela dell’economia legale, a difesa degli imprenditori onesti e della legalità in genere. Prosegue quindi la collaborazione fra Arma e Guardia di Finanza nel Bassanese e oltre, a tutela del cittadino onesto e dello Stato Italiano.

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