Femminicidio nella notte a Cadoneghe: uomo uccide la moglie a coltellate

Un atroce dramma nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: fatale una coltellata inflitta dal 39enne, che ha subito chiamato i carabinieri per confessare il barbaro e disumano gesto

L'abitazione in cui è avvenuto il delitto

Un atroce delitto nella giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: un 39enne di origini marocchine ha ucciso la moglie.

I fatti

È successo a Cadoneghe verso le 23.30 di martedì sera: fatale una coltellata inflitta al petto della donna dal marito, il quale ha poi chiamato i carabinieri per confessare il barbaro e disumano gesto. Il 39enne, subito arrestato, si trova ora in carcere ed è accusato di omicidio aggravato. A perdere la vita è stata Aycha El Abioui, marocchina di 30 anni mentre l'omicida è il marito Abdelefettah Jennati, connazionale, magazziniere in una ditta dell'Alta Padovana. La coppia, in Italia da una decina di anni, aveva 3 figli minori che ora sono in affidamento a un'amica. Da quanto trapela da fonti investigative appena un mese fa la donna aveva denunciato le violenze del marito: sembrerebbe che anche in passato ci fossero state altre querele poi ritirate. La trentenne al momento dell'arrivo dei carabinieri era riversa nel letto in una pozza di sangue: l'abitazione e l'arma del delitto sono state messe sotto sequestro mentre la salma è a disposizione all'ospedale civile di Padova per l'autopsia.

Donna incinta

In un primo momento si era diffusa la voce che la vittima sarebbe stata incinta, in realtà la donna aveva abortito per sua scelta quasi un mese fa, per i rischi connessi alla salute dopo che l'ultimo parto si era rivelato particolarmente problematico. Gli investigatori sono convinti che il movente sia dettato dalla bieca (e immotivata) gelosia dell'uomo. Tra gli dettagli trapelati c'è anche quello che il femminicida non avrebbe perdonato l'aborto della moglie, convinto che la reale motivazione fosse da addebitare a presunti dubbi della donna sulla paternità.

Il sindaco

Marco Schiesaro, sindaco di Cadoneghe, si è recato sul posto verso le 11: «La famiglia era conosciuta nel territorio e ai servizi sociali. Nel Padovano si era trasferita circa 2 anni fa da Caltanissetta. Sono vari gli aiuti economici che avevano chiesto al comune, anche durante l'epidemia con pagamento di bollette e gas. Erano in difficoltà economica come tante altre famiglie. I figli piccoli sono tutti e tre a scuola da noi, frequentano le elementari, adesso vediamo cosa succederà e  ci occuperemo di loro. Il 5 ottobre lei aveva denunciato le violenze del marito: già in passato l'uomo aveva avuto il desiderio di accoltellarla alla schiena. Si parla anche di presenze all'interno dell'appartamento di telecamere installate da lui per controllarla».

Denuncia

Come riporta l'Ansa, la vittima, Aycha Wl Abioui, aveva denunciato per maltrattamenti il marito Abdefettah Jannati, ora in carcere con l’accusa di omicidio aggravato. Lo scorso ottobre infatti, la donna aveva raccontato ai carabinieri della locale stazione la difficile situazione che stava vivendo in casa. «Mi viene quasi da tirarti una coltellata», gli avrebbe gridato lui in più di un’occasione e lei aveva messo tutto nero su bianco davanti ai carabinieri, spiegando che il marito era accecato dalla gelosia e che le dava il tormento perché credeva che lei avesse relazioni con altri uomini. Gli stessi militari, dopo aver raccolto tutte le informazioni, avevano presentato in procura la richiesta al magistrato di emettere una misura cautelare di allontanamento nei confronti del marito. Ma il pm Roberto d’Angelo non ha emesso la misura perché nella denuncia sarebbero mancati gli estremi per il maltrattamento vero e proprio, dato che dall’audizione di testimoni e amici non era mai emerso che l’uomo avesse mai picchiato la moglie. In seguito alla denuncia Aycha si era anche allontanata da casa lasciando i bambini al marito. Dopo qualche tempo però la donna aveva deciso di tornare a casa, e aveva ritirato la denuncia. 

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