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Festa della donna... senza dignità: il dramma continua... anche a Conselve

Il Comitato Lasciateci Respirare riceve una mail allarmante e verifica, trovando una delle tante storie di violenza psicologica e prostrazione, nel racconto di una donna "maltrattata" nella propria dignità e nel sentimento che nutre, malgrado tutto, ancora per un marito irriconoscibile e traditore

L'eco assordante che quotidianamente ci ricorda il sacrificio pagato col proprio sangue da centinaia di donne in tutto il mondo, non smette di farsi sentire e rimbombare dentro alle nostre teste ogni giorno. Bastano anche piccole storie quotidiane, di abuso, violenza fisica e psicologica, stalking, mortificazione, omessa dignità, ecc…ecc… In tutto ciò diviene stucchevole tutto il giallo mimosa e le riverenze celebrative, spesso di facciata, che oggi, la nostra società, rappresentata anche da uomini indegni di tale concetto, esibiscono così generosamente. Sta di fatto che oggi ci sentiamo tristi e affranti perché un giorno, a maggior ragione, non placa certo il dramma di tante donne che proprio in questi momenti subiscono in silenzio, ogni sorta di violenza.
Anche Paola (nome fittizio) oggi non festeggerà, se non con sorrisi forzati e di circostanza, pensando al dramma che sta vivendo. Succede a Conselve, dove una donna, madre di tre figlie, sposata da oltre 25 anni, tramite la figlia maggiorenne, che a sua volta lo scopre dopo aver incontrato il padre con un'altra donna… viene informata del tradimento del marito, condizione che va avanti da qualche anno, dapprima clandestino, poi divenuto sfacciatamente evidente, tanto da saperlo in molti tranne "la cornuta e mazziata" della situazione.
Il Comitato riceve una email straziante, dove una ragazza maggiorenne, figlia disperata, già carente affettivamente del padre, asserisce di non farcela più a subire una atmosfera insopportabile in casa, dove un uomo, dapprima buono e mite, generoso d'animo, gran lavoratore, marito e padre premuroso, sta esibendo il peggio di sé con comportamenti lesivi della dignità della moglie, con violenze verbali, psicologiche, con vessazioni e mortificazioni di ogni genere, nell'intento di annullare la psicologia e la fragilità di una donna che egli stesso 25 anni prima aveva sposato, assumendosi delle responsabilità, prima morali che civili o religiose.
Il pianeta "amanti" è di una devastazione infinita e modifica i caratteri e le personalità dei soggetti coinvolti in una escalation di iniziative, azioni, strategie che tutte insieme vertono a "demolire" l'ex partner, cosi facendo, il famoso "maschio", più "imbecille" che uomo assennato, diviene "macchietta" di sé stesso, per mezzo di "qualcuna" o qualcuno a seconda dei casi, che entra a gamba tesa in una relazione probabilmente difficile e mal equilibrata, anzi forse assente di un logico equilibrio delle parti. Un maschio ora affiorato dalle paludi della propria codardia, tanta quanto la mancanza di lealtà ad ammettere all'anziana madre di avere un amante, per paura che gli tolga l'ospitalità, preferendo calunniare la moglie asserendo che non è vero nulla e che è visionaria…
Paola, questa donna che ha certamente le sue colpe, e le ammette seppur con incredulità perché mai trattate o evocate dal marito, a ragion veduta, non sa spiegarsi cosa le sta accadendo e non riconosce più quello stesso uomo che, nella vigliaccheria più imbarazzante, ha preferito, visto la violenza psicologica che usa ora contro la moglie, disattendere le proprie responsabilità e ruolo famigliare e di coppia a suo tempo, per cedere viceversa ora alle facili e strumentali armi femminili della propria amante piuttosto che riconoscere la relazione e, fra persone civili ricercare una mediazione o una soluzione senza imbarbarire sentimenti e dignità reciproche.
 
Sta di fatto che anni di silenzio e di apparente felicità, sono ora tramutate in violenze psicologiche e verbali, intimidazioni, umiliazioni, ricatti… uomo forte coi deboli e debole coi forti… senza comunque riconoscere il diritto al rispetto ad una sacrosanta ed umana dignità, al rispetto anche delle figlie che assistono impotenti a ripetute scene simili e che, come ci racconta, fatto di pochi giorni fa "accusandomi di aver bevuto una bottiglia di vino che riteneva più preziosa della mia dignità, mi rinfaccia di essere di troppo, e che posso lasciare le figlie ed andarmene appena possibile, magari il prima possibile… e che potevo svegliarmi prima…" singhiozza e poi con la voce rotta, riprende "davanti a mia figlia di 5 anni, sbalordita e impaurita, che appena sentite le cattiverie del papà che tanto la evita e che a lei manca, ha subito esclamato : < mamma, vengo io con te… >.
Può definirsi uomo una persona che mancando di attributi e coraggio delle proprie azioni e compiti di marito e padre, delega forse il "caso" a porre in essere metodi e sistemi di convivenza e di relazione per poi trovare più facile abusare contro i deboli che hanno, certamente le loro colpe ma che aldlià di ciò, sono comunque degni di rispetto ed educazione?
Festa della donna? .."un par de palle" direbbero saccentemente a Roma…finchè nell'essere umano non vi sarà una reale assunzione delle proprie responsabilità e della condizione sine qua non sul rispetto della dignità altrui, non vi saranno feste o mimose che potranno consolare la stupidità di certi soggetti, appartenenti alla razza umana..ma anche no!
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