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Fidanzati arsi vivi, riaperto il caso: indagini approfondite sul cellulare del giostraio

Il Gip Margherita Brunello ha accolto l'opposizione all'archiviazione presentata dall'avvocato veneziano Maria Grazia Cozza: ulteriori indagini per stabilire esattamente le responsabilità nella morte di Giada Dalla Santa Casa, 15 anni, e di Joy Torrinunti, 19

Nessuna archiviazione, il caso dei fidanzatini arsi vivi nel 2008 mentre si trovavano all'interno di una giostra verrà riaperto. Come riportano i quotidiani locali, a stabilirlo è il Gip Margherita Brunello che ha accolto l’opposizione all’archiviazione presentata dall’avvocato veneziano Maria Grazia Cozza.

NUOVE INDAGINI. Per stabilire con esattezza quanto accaduto le ulteriori indagini si focalizzeranno in particolare sul cellulare dell'unico finora indagato, un 35enne giostraio, ex compagno della sorella della ragazzina rimasta uccisa, che, secondo l'accusa, avrebbe colpito per vendetta. Analisi approfondite e ulteriori interrogatori che potrebbero finalmente far luce sul ruolo dell'uomo e su quello di altre persone coinvolte a vario titolo nella vicenda. 


IL FATTO. L'incendio avvenuto otto anni fa, uccise la 15enne vicentina Giada Dalla Santa Casa e il 19enne di Solesino Joy Torrinunti: i due giovani rimasero carbonizzati nell'attrazione per bambini "Il labirinto di Aladino" mentre nella notte tra l'1 e il 2 settembre 2008 sostava a Legnaro per la sagra. I due si erano rifugiati all'interno in cerca di un po' di intimità.

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