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Cronaca

Filippo Turetta: chiuse le indagini, si va verso il processo. Contestata la premeditazione

Turetta dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, porto d'armi continuato e occultamento di cadavere

Ha dato appuntamento alla stampa alle 11 di questa mattina, 15 maggio, il Procuratore Capo della Procura di Venezia, Bruno Cherchi. L'importante annuncio riguarda il termine dell'inchiesta sul femminicidio di Giulia Cecchettin, durata sette mesi. La Procura di Venezia è così pronta a chiedere il processo per Filippo Turetta.

Il 22enne è reo confesso dell'omicidio della 23enne ma per catturarlo c'erano voluti diversi giorni dal momento in cui dei due giovani si erano perse le tracce. Turetta dopo aver ucciso Giulia, l'11 novembre, ha occultato il suo cadavere in un canalone tra la zona del lago Bacis e Piancavallo, in Friuli. Catturato poi in Germania il 19 novembre, dopo giorni in fuga, ora è detenuto nel carcere di Verona. Rischia una pesante condanna, il processo dovrà appurare anche se c'è stata o meno premeditazione da parte del ragazzo. Questi mesi di detenzione sono coincisi con quelli delle indagini. Turetta è stato per questo più volte interrogato, in carcere, dal pm di Venezia Andrea Petroni che l'inchiesta l'ha coordinata.  

Cherchi nella conferenza stampa ha chiarito quelli che sono i capi d'imputazione formulati dalla Procura e dei quali dovrà rispondere Filippo Turetta. Si tratta di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, porto d'armi continuato e occultamento di cadavere. 

Per l'omicidio di Giulia Cecchettin non sarà percorribile la via del rito abbreviato, per via del cambio dell'imputazione da omicidio volontario a premeditato. Lo ha precisato il Procuratore capo di Venezia, Bruno Cherchi, duraante l'incontro con i giornalisti. «Ci saranno i tempi tecnici necessari alla difesa per controllare, di vedere, di compulsare il fascicolo processuale, che è rilevante. Ci sono tutte le consulenze che dovranno essere valutate, anche se sono state fatte con la partecipazione della difesa fin dall'inizio. Fatto questo penso che i tempi saranno brevi». Il Procuratore ha fatto intendere che la grande partecipazione dell'opinione pubblica a questo caso non ha influito nel lavoro della Procura. «Abbiamo cercato, come sempre si fa, di essere quanto più possibile obiettivi ed equilibrati nella valutazione dei fatti. Sarà l'organo giudicante a valutarne la fondatezza»

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