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Cronaca

Finge rapimento in Africa, 33enne condannata a dieci mesi di carcere

Khoudia Sow, una donna senegalese, era imputata per truffa ai danni di un 74enne ufficiale in pensione dell'esercito. Nel 2015 lo aveva convinto di essere stata presa a Tenerife da pirati che volevano 50 mila euro di riscatto, ma il telefono dal quale era partita la telefonata venne localizzato a Vedelago

«Ti prego, aiutami...sono stata rapita da pirati africani, mi trovo a Tenerife... vogliono 50 mila euro per lasciarmi andare. Se non effettui il bonifico mi uccideranno». Peccato che l'autrice della telefonata, sostanzialmente un inbroglio, fosse dietro l'angolo, a Vedelago, dove la donna riesiedeva. Khoudia Sow, 33enne di origine nigeriana, è stata condannata oggi, 17 ottobre, a 10 mesi di reclusione e 4 mila euro di provvisionale (il riscarcimento del danno dovrà essere stabilito da un apposito procedimento in sede civile) per truffa nei confronti di un uomo 74enne.

I fatti

I fatti erano avvenuti nel 2015, quando la donna, molto avvenente, aveva 26 anni. La vittima è un anziano, ex ufficiale dell'esercito in pensione residente in provincia di Padova, che, oltre a questo episodio, sarebbe stato oggetto di almeno un' altra truffa, consistita questa volta nell'avere effettivamente dato alla donna 30 mila euro che sarebbero dovuti servire per l'acquisizione del visto d'ingresso negli Stati Uniti dove la Sow avrebbe dovuto risolvere dei problemi di salute suoi e di alcuni suoi parenti. Tra i due era scoccata la scintilla già nel 2010 quando si incontrano su una chat riservata agli adulti. Lei, bella con lunghi capelli neri e un fisico mozzafiato, "ruba" subito il cuore a lui. «Quando ci vedevamo a casa mia - ha spiegato durante la deposizione in aula il 74enne - succedeva che finissimo a letto per rapporti intimi. Poi nel temo la relazione era diventata quasi paterno, ma comunque succedeva che facessimo sesso».

Le versioni

Secondo la vittima sarebbero state numerose le occasioni in cui la donna avrebbe chiesto delle somme di denaro, giustificandole con prorie necessità. Fino a quando, il 30 luglio del 2015, arriva la richiesta dei 30 mila euro, che però la donna si sarebbe impegnata a restituire. La Sow consegna infatti al 74enne un assegno in garanzia, ma si sarebbe trattato di un titolo scoperto. A  novembre dello stesso anno, la senegalese tenta il colpo grosso. «Ti prego, sono stata rapita da pirati africani qui a Tenerife, vogliono 50 mila euro per lasciarmi andare. Se non effettui il bonifico mi uccideranno» sarebbe stato il tono di una frenetica telefonata, in cui la 33enne chiede che la somma le venga accreditata sulla sua carta di credito. L'uomo corre però dai Carabinieri a segnalare l'accaduto. I militari dell'arma fanno delle verifiche e, con sorpresa dell'anziano, si scopre che la Sow, quando ha effettuato la chiamata, si trovava non in Africa ma nel comune di Vedelago.

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