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Si picchiano tra di loro, per paura di mamma e papà fingono una rapina

Sabato notte, due giovani ubriachi, un padovano e un vicentino, si sono azzuffati. Uno è finito all'ospedale. Immaginando la reazione dei genitori, hanno inscenato un'inesistente aggressione da parte di stranieri

Si sono presentati alle due di notte in stato confusionale al pronto soccorso dell'ospedale di Castelfranco Veneto (Treviso) per denunciare una violenta aggressione con annessa rapina da parte di due ignoti magrebini in centro città, ma dopo solo qualche ora sono stati loro a finire denunciati dai carabinieri. Si tratta nello specifico di due giovani operai veneti, un 25enne di San Martino di Lupari e un 23enne di Tezze sul Brenta (Vicenza), finiti nel mirino dei militari per una incredibile simulazione di reato che, se non scoperta, avrebbe potuto portare ad una rivolta popolare contro innocenti.

UBRIACHI, SI PICCHIANO TRA DI LORO. Da quanto emerso dalle indagini delle forze dell'ordine infatti, nella notte tra sabato e domenica i due amici si trovavano nel Triveneto per un ampio giro dei locali notturni tra le province di Padova, Vicenza, Treviso e Venezia, quando, ormai presi dai fumi dell'alcol, si sono picchiati a vicenda per futili motivi in una birreria di Maerne (Venezia). Ad avere la peggio è stato il 23enne, già denunciato nel recente passato per rissa, che si è trovato con la mascella completamente fratturata e fuori sede, tanto da chiedere al compagno di bevute, che lo aveva poco prima malmenato, di portarlo al nosocomio più vicino.

LA PRESUNTA RAPINA. Arrivati dunque in breve tempo all'ospedale di Castelfranco, situato sulla strada per Cittadella, dove avrebbero dovuto continuare la serata, i due ragazzi hanno immediatamente denunciato di essere stati aggrediti poco prima da due ignoti magrebini in pieno centro storico a Castelfranco, precisamente in via Romanina e all'esterno di un locale della zona. Raccolte a quel punto al volo le testimonianze, il 23enne dolorante per via della mascella fratturata è stato subito portato in sala operatoria dove ha subìto un piccolo intervento e da cui è stato poi dimesso con una prognosi di 40 giorni. Nel frattempo i carabinieri, sopraggiunti al pronto soccorso su indicazione dei medici, hanno iniziato ad interrogare il 25enne per cercare di capire le dinamiche dei fatti che però fin da subito son apparse molto confusionarie. Ma solo una volta dimesso il ragazzo vicentino si è potuto capire cosa fosse realmente accaduto.

ERA TUTTA UN'INVENZIONE. Il luogotenente dei carabinieri Antonio Currò ha infatti sottoposto entrambi i ragazzi ad un interrogatorio incrociato, da cui sono emersi moltissimi elementi contrastanti: le due versioni dei fatti raccontate non combaciavano, tanto che, una volta visionate le immagini delle telecamere di sicurezza presenti sul luogo del misfatto e scoperto che nessuno straniero era presente all'ora dichiarata dai giovani, si è capito che la storia dell'aggressione era un'autentica invenzione.

"PAURA DI MAMMA E PAPÀ". A quel punto, messa sotto pressione dai militari, la coppia ha ceduto, raccontando di aver creato la messinscena per non dover subire la rabbia dei genitori per una reciproca aggressione senza alcun valido motivo, se non l'ubriachezza del momento. Entrambi sono stati perciò denunciati per simulazione di reato. Il 25enne è stato inoltre deferito anche per il reato di lesioni gravi.

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