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Truffa all'Inps, ricevono l'assegno sociale ma vivono in Argentina

Sei ultra65enni scoperti dalla Finanza di Padova. Non risiedendo in Italia non potevano beneficiare dell'assegno riservato a persone disagiate. I parenti solo in teoria loro coinquilini a Cittadella gli giravano l'assegno in America

Una truffa ai danni dell’Inps che avrebbe continuato a perpetrarsi a tempo indeterminato, con un danno finora accertato di oltre 240 mila euro. 6 le persone, tutte ultra65enni, denunciate dalla Guardia di Finanza di Cittadella in quanto percepivano indebitamente migliaia di euro tramite assegno sociale – riservato ai cittadini che si trovano in disagiate condizioni economiche - senza rispettare uno dei requisiti necessari: la residenza in Italia.

TRUFFA STUDIATA A TAVOLINO. Di fatto i denunciati risiedevano nientemeno che in Argentina ed erano in realtà benestanti. Una truffa architettata a tavolino: erano tornati tra il 2004 ed il 2005 per brevi periodi in Italia – in corrispondenza del compimento del 65esimo anno di età, altro requisito necessario per beneficiare del contributo statale - allo scopo di avviare la pratica per l’ottenimento dell’assegno sociale. Ottenuto infatti il contributo statale – i primi versamenti da parte dell'Inps sono iniziati tra il 2011 e quest'anno - veniva poi fatto accreditare su un conto corrente cointestato con un parente realmente residente in Italia, a Cittadella. L’emolumento mensile veniva quindi prelevato dal familiare per essere inviato in America.

FINTI COINQUILINI. Per riuscire a stanare i “furbetti” finti poveri, le fiamme gialle dell’Alta padovana hanno incrociato i dati delle posizioni assistenziali Inps relative a persone beneficiarie di assegno sociale con quelli delle persone iscritte all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). In alcuni casi, i militari si sono trovati di fronte a situazioni eclatanti e paradossali: all’indirizzo dell’ipotetica residenza italiana dichiarata, i finanzieri hanno trovato solo parenti che ricordavano a fatica, talvolta, quelli che dovevano essere sulla carta, in realtà, loro coinquilini.


UN TESORETTO NEL LIBRETTO POSTALE. Le fiamme gialle padovane hanno inoltre sequestrato un libretto di risparmio postale dove erano presenti decine di migliaia di euro non ancora prelevati e che saranno restituiti alle casse dello Stato per limitare il danno erariale.

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