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Finto ginecologo chiedeva alle pazienti di fotografarsi le parti intime: condannato

Violava i data base delle aziende ospedaliere per reperire i contatti delle pazienti, poi le chiamava e chiedeva loro di inviare immagini delle parti intime con la scusa di presunti accertamenti diagnostici. Nella rete era finita anche una 26enne padovana

Si spacciava per ginecologo e, con la scusa di anomalie nelle loro analisi, contattava le pazienti chiedendo loro foto delle proprie parti intime, a suo dire a scopo diagnostico. Protagonista un 34enne di Matera. L'uomo - come riportano i quotidiniani locali - è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale

I FATTI. I fatti risalgono al 2012. Tra le vittime del 34enne, due 26enni, una padovana e una coetanea del Trevigiano. Il finto medico avrebbe reperito i loro numeri di telefono violando il data base del reparto di Ginecologia dell'Azienda ospedaliera di Padova. Le avrebbe contattate sostenendo che, nei loro esami, qualcosa non andasse, chiedendo - per presunti accertamenti clinici - di inviargli foto delle loro parti intime, nonché di masturbarsi, fotografandosi mentre lo facevano, per poi inviargli gli scatti.

UN SISTEMA "RODATO". A quanto pare, per l'uomo, quello di spacciarsi per ginecologo entrando abusivamente nelle banche dati delle aziende ospedaliere era un sistema di abbordaggio rodato. Numerosi i fascicoli a suo carico aperti in svariate procure del Paese per violenza sessuale e stalking.  

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