Cronaca Fiera / Via Pescarotto

L'università di Padova inaugura il "fiore" dell'archistar Mario Botta

Martedì 30 settembre il taglio del nastro dell'imponente struttura dell'ateneo patavino che ospiterà studenti, docenti e ricercatori in via del Pescarotto 8, in contiguità col polo di via Venezia e del Portello

Da sx: l'interno dell'edificio, il taglio del nastro, l'esterno (foto di Alessandra Russo)

Pronto per ospitare studenti, docenti e ricercatori per l’imminente anno accademico 2014-2015, il "fiore" progettato dall'archistar Mario Botta in via del Pescarotto 8, in contiguità col polo universitario di via Venezia e del Portello, è stato inaugurato martedì 30 settembre. Un mese ricco di soddisfazioni per l’Ateneo di Padova, che ha già visto nel taglio del nastro del Giardino delle Biodiversità all'orto botanico un momento di richiamo per visitatori da tutto il mondo.

I NUMERI. L’edificio pensato da Botta è una struttura molto moderna, con pannelli fotovoltaici pronti a garantire gran parte della copertura energetica. La forma è inconfondibile: alta 18.50 metri, i metri cubi a disposizione sono 34.115, per una superfice calpestabile per piano di 1.727 metri. Dotata di un parcheggio interrato di 2.927 metri quadrati, che potrà ospitare centinaia di veicoli, vedrà al proprio interno, ogni giorno, migliaia di persone fra studenti, docenti e personale tecnico. In particolare ci sono 18 aule, per 1.668 posti a sedere, 25 laboratori per 728 posti, 2 aule studio per 200 posti, 2 aule informatiche per 96 postazioni.

DIDATTICA E ARCHITETTURA. "Un’opera fondamentale per i nostri studenti, docenti e ricercatori – commenta il rettore Giuseppe Zaccaria – ma che nel contempo è un segno alto dell’architettura contemporanea. Con questa inaugurazione l’Ateneo non solo compie un importante passo avanti nell’ampliamento degli spazi dedicati alla didattica, ma apporta un altro tassello alla rivitalizzazione edilizia e alla valorizzazione della città a cui è da secoli, indissolubilmente, legato. Il fiore di Botta è un’opera nella quale l’Università ha investito il massimo impegno, non solo finanziario, ma di risorse, competenze e passione. In un periodo in cui portare a termine grandi opere è sempre più difficile, l’università di Padova può rivendicare con orgoglio di mantenere le promesse e di raggiungere i propri obiettivi. Anche l’Ateneo ha conosciuto le difficoltà dovute ad una burocrazia sempre più paralizzante: ne abbiamo avuto prova sulla nostra pelle, ma non ci siamo fermati, perseguendo con tenacia l’obiettivo".

BOTTA. In rappresentanza delle tre imprese che hanno realizzato l'opera, Antonio Cetera, che ha elogiato il progetto di Mario Botta: "Ricordo quando lo abbiamo incontrato - racconta - ha tracciato uno schizzo a matita: ebbene, quello è rimasto, ed è il palazzo che oggi inauguriamo". Un apprezzamento che Botta raccoglie e specifica: "Non esiste l'architettura, esiste l'opera di architettura - spiega - che non è lo schizzo, non è il progetto, ed è sempre collettività. L'università è il tempio del sapere - dichiara - è il luogo dei nostri sogni e dei nostri desideri. Per questo era necessario dare il meglio del nostro lavoro. Bisognava accrescere - continua - la qualità degli spazi di vita. Creare un luogo in sintonia con il territorio, in cui trovare gioia di vivere, per viverlo al meglio".

LA VISITA. Dall'atrio, in cui è stata allestita la mostra "Ars didactica", volgendo lo sguardo all'insù, si vedono i balconi circolari che delimitano i piani attrezzati per la didattica e la ricerca. All'interno delle aule, parecchi strumenti sono già stati installati. I laboratori variano per capienza e strumentazioni e sono predisposti per particolari tipi di studi. Dal laboratorio per l'analisi delle cellule, dei globuli rossi e delle proteine, che può contenere un massimo di 48 persone, ad un'altra stanza che invece ospiterà appena 16 studenti, un numero esiguo di allievi che dovranno imparare a lavorare in sterilità. Qui sono state installate delle cappe flusso laminare che a breve saranno sottoposte a collaudo. L'aula sarà presto dotata anche di microscopi. E, ancora, aule computer e aule studio, situate, queste, al piano interrato.

UN CAMPUS. Una struttura che va ad integrare e ad arricchire il complesso del Vallisneri, creando, con le parole del rettore, un "campus diffuso" a Padova. 

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