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I forconi appendono banconote false sulla villa di Galan (fonte Facebook)

I forconi appendono banconote false sulla villa di Galan (fonte Facebook)

Forconi a Cinto, false banconote sulla villa di Galan: "Ladro"

Domenica intorno alle 18, un gruppo di una decina di persone è stato identificato dai carabinieri durante l'iniziativa simbolica all'esterno dell'abitazione sui colli dell'ex governatore del Veneto, ai domiciliari

Banconote false sui cancelli della villa di Cinto Euganeo. Il gesto simbolico dei "forconi", domenica pomeriggio, intorno alle 18, all'esterno dell'abitazione dove l'ex governatore del Veneto, Giancarlo Galan, sta scontando gli arresti domiciliari, dopo il patteggiamento nell'ambito della vicenda Mose. Un gruppo di dieci persone è stato sorpreso dai carabinieri, mentre attaccava ad una canna da pesca fac-simili di pezzi da 25 e 50 euro, facendoli passare oltre la recinzione, al grido "ladro".

VIDEO: Forconi fuori dalla villa di Cinto

LA "PESCA". I militari dell'arma hanno identificato i presenti e, già che si trovavano sul posto, hanno approfittato per controllare il rispetto della misura degli arresti domiciliari da parte dell'ex ministro. Sulla pagina Facebook, i "forconi" hanno subito postato il video dell'impresa, commentando ironici: ecco "cosa stavamo pescando". Non è la prima volta che il movimento si presenta davanti alla villa di Cinto. Lo scorso 26 dicembre, una trentina di manifestanti si era travesta da soldati, "inscenando" una "guerra", tra le grida di "ladri" e "corrotti".

LA VICENDA. Giancarlo Galan era finito nel mirino della Procura di Venezia nell'ambito dello scandalo Mose con l'accusa di corruzione. Il voto alla Camera, lo scorso 22 luglio, aveva convalidato la richiesta di arresto per l'ex governatore del Veneto. Galan era stato rinchiuso nel carcere di Opera, da cui era stato rilasciato lo scorso 9 ottobre, dopo la richiesta di patteggiamento, poi approvata dal gup il 16 ottobre, con la condanna a due anni e 10 mesi ai domiciliari, da scontare alla villa di Cinto, e la confisca di 2,6 milioni di euro.

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