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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca

Foto dei bambini sui social? «Serve il consenso di entrambi, il figlio potrebbe non essere d’accordo»

«Il diritto al proprio ritratto, come ogni elemento distintivo personale - spiega la Presidente di Aiaf Veneto (Associazione Avvocati per la Famiglia e i Minori), Sabrina De Santi- è inviolabile e assoluto, ed è protetto dalla nostra Costituzione all’articolo 2»

Il periodo delle ferie estive è quello in cui vengono postate più foto di bambini sui social. Una prassi ormai consolidata, quella di pubblicare in cui figurano minori. La Presidente di Aiaf Veneto (Associazione Avvocati per la Famiglia e i Minori) De Santi ricorda però ai genitori: »Ricordate che serve il consenso di entrambi e che il figlio potrebbe non essere d’accordo», avverte.

Ritratti

Pubblicare le foto dei propri figli sui social per molti è diventata una prassi normale. Bambini immortalati nell’atto di fare qualunque cosa. Il bagnetto, la colazione, andare a scuola, giocare, fare i compiti, i capricci. Ogni tanto vengono resi protagonisti di stories su Instagram e di post su Facebook ancora prima di essere venuti al mondo. Prassi consolidata, infatti, è quella della pubblicazione di ecografie. Ma la decisione condividere queste immagini sui social non dovrebbe essere trattata come un atto di ordinaria amministrazione. In primo luogo per una questione di sicurezza dei bambini (che si trovano potenzialmente esposti a una svariata serie di rischi), in secondo luogo perché è preliminarmente necessario il consenso di entrambi i genitori. «Il diritto al proprio ritratto, come ogni elemento distintivo personale” - spiega la Presidente di Aiaf Veneto (Associazione Avvocati per la Famiglia e i Minori) Sabrina De Santi- è inviolabile e assoluto, ed è protetto dalla nostra Costituzione all’articolo 2».

Codice civile

E’il codice civile a darci la possibilità di difenderlo: con l’inibitoria all’uso della nostra immagine, con la richiesta di risarcimento del danno e con i rimedi previsti dalla legge sulla privacy. «Per quanto riguarda l’immagine dei figli – spiega De Santi - sono i genitori ad essere titolari di quel diritto. E come tali devono essere d’accordo prima di pubblicare qualsiasi foto che li riguardi». Ecco quindi che trattandosi di un diritto fondamentale ciascun genitore può inibire all’altro la pubblicazione delle foto dei figli. Se l'altro vìola questa richiesta si può chiedere l’intervento del giudice per la rimozione delle foto e il risarcimento del danno. Diverso se i genitori sono separati o divorziati. Fatto salvo il caso di affido esclusivo (in cui il genitore affidatario può procedere alla pubblicazione di foto senza il consenso dell’altro), il genitore che trovi la foto del figlio pubblicata senza il suo consenso può intervenire.

Genitori

«Il genitore -prosegue De Santi- può ottenere che l’altro genitore, secondo quando disposto dall’articolo 709 del codice di procedura penale, rimuova la foto del figlio pubblicata senza il suo consenso, che risarcisca il danno e, ancora, che venga ammonito per quello che ha fatto e che gli venga intimato di non farlo ancora». E oggi è in vigore un altro strumento. L’articolo 614 del codice di procedura civile permette al giudice di imporre in caso di recidiva una somma che va pagata ogni volta che si vìola la condotta che è stata richiesta.

Clausole

«E ormai è diventata prassi frequente inserire negli accordi di separazione e di divorzio delle clausole che disciplinano la possibilità di pubblicare foto sui social», sottolinea De Santi.  «Si tratta di una ‘metastasi diffusiva’, come ha detto la Cassazione. Nell’atto di condividere immagini private di bambini è insito un pericolo che i genitori devono valutare insieme». All’estero, dove il problema è stato affrontato in anticipo, si assiste a pronunce che non vedono solo i genitori uno contro l’altro. Ma anche figli che hanno portato i genitori in tribunale perché contrari al fatto di vedere, o aver visto, la propria vita condivisa in rete. «Non escludo –conclude De Santi - che in Italia a breve vedremo episodi di questo genere. Non è detto che il bambino, una volta adulto, sia felice di vedere la propria vita condivisa con sconosciuti.  Il consiglio, da avvocato, è di essere molto prudenti e nel dubbio di lasciar perdere. Non tanto e non solo per evitare conseguenze legali, ma per rispettare la privacy e tutelare l’incolumità dei propri figli. I social network sono mezzi diffusivi, cui tutti hanno potenzialmente accesso».

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