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Nel riquadro Francesco Barison

Nel riquadro Francesco Barison

Escursionista padovano disperso in montagna in Friuli: trovato morto

L'allarme era scattato venerdì mattina, dai familiari preoccupati perché il 22enne non era rientrato a casa in vista della ripresa del lavoro, dopo alcuni giorni di ferie. L'ultimo contatto telefonico risaliva a martedì

Un giovane escursionista padovano di 22 anni, Francesco Barison, è stato trovato morto venerdì pomeriggio nella zona del monte Cadin, in Friuli, dove risultava disperso da tre giorni. Il rinvenimento del corpo è stato possibile grazie a un sorvolo in elicottero da parte dell'aeronautica militare. La salma è stata recuperata col verricello dall'elicottero del 118, con a bordo un tecnico del soccorso alpino. Secondo quanto si è appreso, la giovane vittima sarebbe scivolata non lontano dalla vetta del monte Cadin, a circa 1.800 metri di quota, in una zona impervia, mentre percorreva una variante piuttosto ardita del sentiero 740 del Cai. Si presume che la morte risalga a martedì.

L'ULTIMA TELEFONATA. L'allarme era scattato solo venerdì mattina, dato che il ragazzo non era rientrato a casa in vista della ripresa del lavoro, dopo alcuni giorni di ferie. I familiari avevano spiegato che l'ultimo contatto telefonico risaliva a martedì scorso, quando l'escursionista aveva chiamato il fratello chiedendo ragguagli circa la percorribilità di alcuni sentieri tra il Gemonese e la Val Resia. Da allora, il telefono era sempre rimasto spento. Avendo annunciato che si sarebbe fermato fuori casa per alcuni giorni, i familiari non si erano preoccupati, ma il ritardo in vista del lavoro li aveva infine allarmati.

INUTILI I SOCCORSI. L'sos era scattato alle 13.30 di venerdì, mentre i tecnici del Soccorso alpino stavano ultimando un'esercitazione nazionale per la ricerca e il salvataggio di dispersi con l'aeronautica militare, a Rivolto, Udine. Per questo motivo, e grazie alla presenza dei vertici del comando di Poggio Renatico, quattro tecnici del soccorso alpino erano saliti a bordo di un elicottero dell'aeronautica che stava per lasciare il Friuli ed erano stati trasferiti in quota sul monte Cadin, da dove avevano iniziato le ricerche. Da fondovalle erano invece salite a piedi le squadre di volontari di Moggio Udinese e Gemona. I soccorritori confidavano che il prolungato e preoccupante silenzio fosse solamente causato dalla batteria scarica del cellulare.

CHI ERA. Francesco abitava con la famiglia a Ronchi di Casalserugo, in via San Mauro, dietro all'antica chiesa della frazione. Studiava all'Agripolis di Legnaro, appassionato di giardinaggio, aveva il pollice verde e negli ultimi tempi collaborava, come tirocinante, con un'azienda specializzata in agricoltura biologica. Per mantenersi agli studi lavorava come aiuto pizzaiolo nella pizzeria da asporto Giò Pizza a Casalserugo. Fino allo scorso anno aveva giocato a calcio in terza categoria, nella squadra del Lion, frazione di Albignasego. Francesco lascia nel dolore il papà Giancarlo, titolare della Projet Studio di Albignasego e della Grafotecnica di Casalserugo, la mamma Gianna Greggio, maestra alle scuole elementari di Casalserugo, entrambi molto conosciuti per il loro impegno nella parrocchia di Ronchi, anche come catechisti, e due fratelli, di 20 e 26 anni.

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