Cronaca

Frode carburanti, si difendono i fratelli Bellan

Frode dei carburanti, Rino e Andrea Bellan (di Monselice) davanti al Gip: «Non eravamo noi a dover pagare l'Iva, c'è un errore nelle indagini»

L’accusa da cui si sono difesi oggi davanti al Gip Margherita Brunello, Rino e Andrea Bellan , padre e figlio di Monselice arrestati dalla Guardia di Finanza è quella di associazione a delinquere finalizzata alla frode di 433milioni di euro “guadagnati” evadendo l’Iva sul carburante. I due padovani sono difesi entrambi dall’avvocato Ferdinando Bonon.

Slovenia

I due sono coinvolti, insieme ad altre 16 persone in tutta Italia in quello che sembra essere il più grande commercio illegale di benzina che si sia mai scoperto. Per la procura i Bellan avrebbero acquistato il carburante dalla Slovenia omettendo di versare l’Iva in tutti i passaggi di vendita alle pompe di benzina che acquistavano evidentemente ad un prezzo assolutamente basso. I due Bellan, ora ai domiciliari, hanno risposto alle domande del Gip: «Non è vero che acquistavamo ad un prezzo ribassato, la tassazione che ci è stata riconosciuta e per la quale ore siamo indagati non è quella corretta, gli investigatori hanno commesso un errore»: così hanno dichiaratro all'interrogatorio di garanzia.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Frode carburanti, si difendono i fratelli Bellan

PadovaOggi è in caricamento