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Frodi, smartphone in vendita a prezzi stracciati: denunciato un padovano

Sgominata dalla Finanza di Ascoli Piceno un'organizzazione criminale dedita al commercio all'ingrosso di prodotti informatici, tra cui smartphone di ultima generazione. 7 i denunciati, tra cui un 38enne di Carmignano di Brenta

Una consistente frode fiscale, con un giro di fatture false per ben 226 milioni di euro, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno. 7 le persone denunciate, tra cui un padovano.

LA FRODE. Ad attirare inizialmente le attenzioni delle Fiamme Gialle marchigiane è stata una società di capitali “unipersonale”, caratterizzata da un’elevata percentuale di acquisti di prodotti elettronici, che, per diversi anni, hanno interessato due sole imprese, una in fallimento, priva delle strutture organizzative adeguate allo svolgimento dell’attività dichiarata e priva anche della documentazione amministrativo-contabile obbligatoria. I due fornitori, anch’essi costituiti attraverso società di capitali dedite al “commercio all’ingrosso di prodotti informatici”, sono risultati aver assunto il ruolo di "missing trader", cedendo i prodotti elettronici solo “cartolarmente” e interponendosi, quindi, fittiziamente, tra il cedente comunitario e la società “unipersonale” di Porto Sant’Elpidio (Fm) che, a sua volta, aveva assunto la veste di “stabilizzatore nazionale” (c.d. “buffer”) e, quindi, ceduto fittiziamente i medesimi beni (acquistati dal “missing trader”) agli effettivi acquirenti nazionali (c.d. “broker”), permettendo a quest’ultimi, mediante l’emissione di fatture soggettivamente false, di disporre sia di un indebito consistente credito Iva, sia di prodotti, ivi compresi gli smartphone di ultima generazione, da immettere sul mercato a prezzi sensibilmente inferiori a quelli normalmente praticati dagli operatori legali, con conseguente “inquinamento” del mercato. Da qui il nome dell'operazione della Finanza: "Best Price".

IL VIDEO DELL'OPERAZIONE "BEST PRICE"

I DENUNCIATI. Nell'articolato tipico sistema di “frode carosello chiuso” sono risultati protagonisti, oltre a imprenditori nazionali, anche operatori commerciali della Polonia e del Portogallo. Al termine delle indagini, sono state denunciate 7 persone. Tra queste, anche G.A., 38enne padovano di Carmignano di Brenta, accusato di associazione per delinquere, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, emissione di fatture per operazioni inesistenti e occultamento/distruzione di scritture contabili. Per gli stessi reati sono stati denunciati anche: O.F., 38enne residente a Spoltore (Pe), P.M., 42enne di Vicenza, D.M.O., 51enne di Pescara. Denunciati per associazione per delinquere ed emissione di fatture per operazioni inesistenti: P.M., 52enne di Parma domiciliato in Portogallo e S.O., 38enne di Catania. Infine B.S., 24enne dell’Ungheria, è stato denunciato per associazione e occultamento/distruzione di scritture contabili.

IL GIRO DI SOLDI. La Guardia di Finanza ha segnalato all’Agenzia delle entrate, per la conseguenti azioni di recupero, elementi positivi di reddito non dichiarati per 32 milioni di euro, elementi negativi di reddito non deducibili per 27 milioni di euro e violazioni all’Iva per 23,6 milioni di euro, consentendo, peraltro, anche l’assoggettamento a tassazione, ai fini dell’Irap, di una massa impositiva quantificata in 59 milioni di euro. Evidenze tutte constatate nell’ambito di un già riscontrato articolato giro di fatture riferite ad operazioni inesistenti – sia emesse, sia utilizzate – che ha superato i 116 milioni di euro e che è stato già ulteriormente sommariamente quantificato in altri 146 milioni di euro ad opera di “nuovi” 25 soggetti economici, anch’essi fornitori, “sulla carta”, della società di Porto Sant’Elpidio, ubicati nei comprensori di Bolzano, Pordenone, Vicenza, Treviso, Verona, Padova, Torino, Alessandria, Milano, Lodi, Modena, Roma, Teramo, Napoli e Bari, già segnalati ai Reparti del Corpo territorialmente competenti per l’avvio degli accertamenti penali e amministrativi di circostanza.

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