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La Cappella degli Scrovegni dopo il fulmine che ne ha colpito il supporto della croce

La Cappella degli Scrovegni dopo il fulmine che ne ha colpito il supporto della croce

Cappella degli Scrovegni, fulmine sbriciola il sostegno della croce

Nonostante il parafulmine sulla cupola dell'abside del monumento che custodisce i preziosi affreschi trecenteschi di Giotto, la folgore si è abbattuta sopra la facciata mandando in frantumi la sfera di pietra

Un episodio che, nonostante e per fortuna i danni limitati che ha procurato, riporta alla ribalta un tema "caldo" per Padova: quanto i suoi preziosi gioielli monumentali siano ben custoditi e al riparo da insidie di qualsiasi sorta. Il fatto in questione ha peraltro coinvolto "il" monumento cittadino per antonomasia: la trecentesca Cappella degli Scrovegni che custodisce il celebre ciclo di affreschi di Giotto, su cui, nei giorni scorsi, si è abbattuto un fulmine, sembra durante un temporale avvenuto sabato 9 agosto.

SFERA IN FRANTUMI. A darne notizia è Sergio Costa, dell'associazione Amissi del Piovego: "Nonostante il parafulmine presente sulla cupola dell'abside, la folgore si è abbattuta sopra la facciata, mandando in frantumi la palla di pietra che sosteneva la croce. L’evento evidenzia la fragilità della Cappella, che deve essere centro di attenzioni e cure forse maggiori di quelle riservatele dalla passata amministrazione". Rincara la dose di preoccupazione Giuliano Pisani, storico dell’arte padovano tra i massimi esperti di Giotto in Italia, nonché ex assessore comunale alla Cultura: "La notizia è di una gravità sconvolgente, anche perché ci è dato di apprenderla da cittadini appassionati e non da chi dovrebbe darne informazione, trattandosi della Cappella degli Scrovegni e non del garage di casa". La storico edificio era stato oggetto di un restauro completo, eseguito dall'Istituto centrale del restauro, concluso nel 2002. Un episodio simile accadde a Padova qualche anno fa, sempre con un fulmine che nel corso di un temporale colpì la croce della chiesa di San Francesco, facendola crollare.

ASSESSORI E SINDACO. L'assessore alla Cultura, Flavio Rodeghiero, spiega che il parafulmine era in azione ma che la scarica si è comunque propagata. Un danno coperto da assicurazione. L'assessore all'Edilizia monumentale Fabrizio Boron esclude che il fulmine  abbia fatto danni al monumento: "Come in tutti i casi di questo tipo si è verificato un cortocircuito alla parte elettrica, quella per intenderci che controlla l'umidità e la temperatura, ma tutto è già stato sistemato". Il sindaco, Massimo Bitonci, spiega che, al termine del temporale dello scorso 9 agosto "i tecnici con una gru sono saliti a controllare che non ci fossero danni al tetto" facendo così emergere il danno al basamento della croce. "La croce è stata così rimossa per mettere in sicurezza il tutto - aggiunge il primo cittadino - e l'11 agosto è stata chiamata un'azienda specializzata che sta valutando tecnicamente il danno e predisponendo un preventivo". Preventivo che sarà poi inviato alla Sovraintendenza che darà il sua via libera. "Oltre a questo il Comune sta verificando l'effettivo funzionamento del sistema parafulmine già presente nella Cappella - conclude il sindaco - se ha funzionato, se non ha funzionato o se si è dimostrato insufficiente". In merito poi alle accuse mosse da più parti sul ritardo con cui è emersa la notizia, il sindaco commenta che "l'amministrazione, l'assessore e il sindaco sono stati subito allertati del fatto ma si aspettava una perizia dell'azienda specializzata prima di divulgare l'accaduto. La polemica sollevata ha un'unica utilità, quella di portare l'attenzione sul vero rischio per la cappella degli Scrovegni che è rappresentato dall'allagamento della cripta, ignorato dalla precedente amministrazione e sul quale noi vogliamo intervenire grazie a uno stanziamento di 500 mila euro da parte della Soprintendenza".

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