Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

La rabbia all'addio ad Alessandra: «Prefettura e Questura di Padova potevano disarmare l'assassino»

Questa mattina i funerali della ragazza uccisa a Montecchio. Tra i presenti monta il malcontento, perché l'assassino (poi suicidatosi) aveva usato in modo improprio la pistola regolarmente detenuta

Oggi 23 settembre si sono svolte le esequie di Alessandra Zorzin, la giovane uccisa alcuni giorni fa a Valdimolino, frazione di Montecchio Maggiore. Il funerale si è teneuto nel duomo di Santa Maria e San Vitale.

Le accuse

La gente, sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine comincia a entrare in chiesa. Il dolore per il gesto dell'omicida (poi suicidatosi) è ancora vivo. Ma intanto tra le persone monta il malcontento. Come riporta VicenzaToday, il killer, che risiedeva nel padovano, e faceva la guardia giurata «alcuni anni fa aveva usato in modo improprio la pistola regolarmente detenuta. Motivo per cui la prefettura di Padova e la questura di Padova avrebbero dovuto prendere provvedimenti draconiani nei confronti dell'uomo. Cosa che non è avvenuta».

Femminicidi

Si tratta di polemiche al vetriolo che fanno il paio con quelle relative «alla scia infinita di femminicidi che sta colpendo l'Italia e il Veneto in primis». Sullo sfondo rimangono poi le polemiche nei confronti dei comuni e delle amministrazioni regionali «che non finanziano o finanziano poco i centri antiviolenza, che dovrebbero essere costituiti da personale pubblico, competente, assunto con concorso e con specializzazioni in primis nel ramo psicologico, sociologico nonché legale». Intanto Alessandra non c'è più.

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