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Cronaca

Furti ai bancomat, sgominata banda pronta a colpire in tutto il nord-est

I criminali utilizzavano l'innovativa tecnica del jackpotting grazie anche al lavoro di hacker in remoto dall’estero. Nel corso delle perquisizioni domiciliari operate dai militari dell’arma nelle provincie di Bolzano, Padova e Vercelli è stato possibile acquisire numerosi elementi di riscontro all’attività d’indagine

La tecnica utilizzata era quella del cosiddetto jackpotting: la banda di criminali praticava delle piccole aperture sugli Atm che permettevano loro di raggiungere i cavi, collegarsi al sistema (con delle apposite schede d’interfaccia e dei computer portatili o tablet o smartphone) e aggirare i sistemi di sicurezza del bancomat. Così facendo i ladri potevano prendere il controllo del bancomat e, grazie al lavoro di hacker operanti in remoto dall’estero, “costringerlo” a erogare tutto il contante contenuto nella cassa. In due casi la banda era addirittura riuscita a farsi erogare 70mila euro.

Tecnica

A scoprire la nuova tecnica di scasso ai bancomat sono stati i militari del nucleo investigativo carabinieri di Bolzano. In totale sono 13 i soggetti indagati. Nei confronti di uno di loro è già scattato l’arresto, mentre altri nove sono stati sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari. Fra i vari reati a carico del gruppo criminale spiccano 11 assalti a sportelli bancomat nelle provincie di Bolzano, Brescia, Vicenza e Mantova, nonché altri furti nei confronti di alcuni esercizi commerciali della provincia di Bolzano.

Indagine

Questo innovativo approccio, a differenza degli assalti realizzati con l’utilizzo di esplosivo, ha consentito agli indagati di operare indisturbati e senza attirare l’attenzione: gli istituti di credito potevano accorgersi dei furti solamente alla riapertura della filiale. Nel corso dell’indagine, oltre a ricostruire il particolare modus operandi, è stato possibile documentare come il gruppo avesse realizzato numerosi sopralluoghi, quasi un censimento, presso altri istituti di credito in tutto il nord-est, pronti per essere svaligiati. In alcuni casi, i soggetti si sono serviti anche di alcune donne per i sopralluoghi all’interno delle banche. Le insospettabili ragazze avevano il compito di scattare foto e fare riprese video del bancomat e dei sistemi di videosorveglianza della banca per sottoporle poi alla valutazione dei soggetti operativi. L’indagine, condotta dal nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Bolzano, è iniziata nell’estate del 2021, quando una prima rapida sequenza di assalti bancomat in provincia di Bolzano (Rifiano, Varna, Montagna, Collalbo, Egna e Nova Ponente) ha suscitato particolare allarme sociale. 

Spostamenti

L’ingegnoso modo di operare sotto traccia dei malviventi ha richiesto un innovativo e altrettanto originale approccio investigativo da parte dei carabinieri che, anche grazie alla collaborazione con i responsabili della sicurezza informatica degli istituti di credito della provincia di Bolzano, sono riusciti a recuperare (per poi farli analizzare dal raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri di Roma) alcuni dispositivi elettronici di ultima generazione che i malviventi hanno dovuto abbandonare per fuggire durante uno dei colpi. È stato quindi possibile ricostruire gli spostamenti degli indagati, verificare le schede telefoniche utilizzate durante i colpi e metterle in relazione con le immagini di videosorveglianza presenti nelle zone degli assalti.

Perquisizioni

Nel corso delle perquisizioni domiciliari operate dai militari dell’arma nelle provincie di Bolzano, Padova e Vercelli è stato possibile acquisire numerosi elementi di riscontro all’attività d’indagine. Sono stati sottoposti a sequestro laptop, smartphone, cavi di collegamento per pc, uno dei particolari strumenti utilizzati per praticare l’apertura nei bancomat oltre a svariati arnesi da scasso e indumenti utilizzati per il travisamento. Fra gli strumenti sequestrati spicca un congegno idoneo a bloccare e disturbare le frequenze radio di telecamere e Gps, a conferma della particolare meticolosità del gruppo criminale e del livello tecnologico.

Hermes

In passato i carabinieri di Bolzano avevano già condotto altre due attività investigative nel settore degli assalti ai bancomat. In particolare, nel 2018 l’indagine “Acetilene” aveva portato all’arresto di una banda che faceva saltare i bancomat con il gas acetilene, mentre nel 2019 l’indagine “Hermes”, condotta in collaborazione con i carabinieri dei comandi provinciali di Padova e Treviso, aveva consentito di smantellare un gruppo criminale dedito agli assalti bancomat con esplosivo.

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