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La refurtiva recuperata

La refurtiva recuperata

Ladri rubano attrezzi nei cantieri edili: presi e recuperata refurtiva

I carabinieri di Limena hanno fermato quattro romeni a Villafranca Padovana con un furgone carico di avvitatori e trapani professionali del valore di 20mila euro, risultati rubati a due ditte di Meolo, nel Veneziano

Non ci potevano credere, i titolari delle ditte derubate che, poco dopo aver sporto denuncia per furto di attrezzatura edile nei rispettivi cantieri, già rassegnati a non rivedere più il maltolto, hanno invece ricevuto la telefonata dai carabinieri che la refurtiva era stata completamente ritrovata.

20MILA EURO DI ATTREZZI. I furti erano avvenuti nella notte tra martedì e mercoledì ai danni di due ditte di Meolo, nel Veneziano, la Fratelli Mera e la Idrotermica Tre. Mercoledì mattina, intorno alle 9.15, durante un controllo di routine, una pattuglia della stazione di Limena nota in via Campodoro a Villafranca Padovana quattro individui fermi accanto a un furgone Volkswagen Vito con dei cornetti che stavano facendo colazione. Identificati, i quattro sono risultati tutti di nazionalità romena. Nessuno di loro parlava italiano, ma solo qualche parola di francese. Il furgone, con targa bulgara, era invece stipato di attrezzatura edile professionale come avvitatori e trapani, punte particolari, saldatori elettronici. Pezzi costosi, alcuni del valore di 500 euro l'uno, nel complesso una dotazione da 20mila euro.

FURTI TRASFRONTALIERI. Il materiale, in parte contenuto all'interno di imballaggi e valigette ancora nuove di zecca, in parte usato, recava delle scritte in pennarello nero indelebile attraverso le quali i militari dell'arma sono riusciti a risalire ai legittimi proprietari, ai quali la merce è stata restituita in toto. Per i quattro romeni, tutti poco più che ventenni, è scattata la denuncia di ricettazione in concorso, e non l'arresto, in quanto non scoperti nella flagranza del furto. Secondo gli inquirenti si tratterebbe di "atti predatori transfrontalieri", furti realizzati in Italia mentre il bottino prende rotte estere. I quattro stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria e portati nel carcere Due Palazzi di Padova dove si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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