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Autori di furti in negozi, bar e distributori del Veneto: cinque arresti

In manette due fratelli e altri tre complici, residenti anche a Cittadella. Dovranno rispondere di furto pluriaggravato in concorso. Sono stati fermati in aeroporto dai carabinieri, appena sbarcati da Londra

I carabinieri, nelle scorse ore, hanno arrestato, all'aeroporto di Treviso, 5 romeni, ritenuti responsabili di innumerevoli furti ai danni di esercizi commerciali e distributori di carburante del Veneto. La banda, che agiva nelle province di Padova, Vicenza e Treviso, prevalentemente in orario notturno, è stata fermata subito dopo l'atterraggio del suo volo, partito da Londra. Quaranta i militari, di Cittadella, Bassano del Grappa e Treviso, che hanno preso parte all'operazione. Appena scesi dall'aereo, ai 5 indagati è stato notificato un ordine di custodia cautelare emesso dall'autorità giudiziaria di Vicenza.

INDAGINI. Per mesi i militari dell'Arma hanno monitorato, di giorno e di notte, i loro spostamenti e le loro abitudini: già lo scorso 18 giugno, a seguito di un tentato furto ad un bar di Castelfranco Veneto, due membri della banda erano stati arrestati in flagranza e un altro era stato denunciato. Nei mesi successivi, i carabinieri hanno ricostruito ed individuato gli appartenenti al sodalizio criminale (due erano fratelli) residenti tra i comuni di Tezze sul Brenta (Vicenza) e Cittadella, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio. Gli indagati, detenuti ora nella casa circondariale di Vicenza, dovranno rispondere di concorso in furto pluriaggravato.

 

ARRESTATI. Secondo quanto riferito dai carabinieri, V.T., 47 anni, residente a Tezze sul Brenta e G.D, 28 anni, sempre residente a Tezze, erano già stati arrestati a Castelfranco Veneto, dopo un tentato furto in una sala giochi. Uno dei complici, N.T., 45 anni, fratello del V.T., ritenuto il capo banda, era riuscito a fuggire, mentre gli altri due componenti, D.G., 38 anni, resdente a Cittadella, e M.M., 49 anni, di Tezze, sono stati identificati in seguito.

IL SODALIZIO CRIMINALE. La banda, non collegata ad altre organizzazioni, è ritenuta responsabile di almeno 10 colpi. I malviventi agivano in maniera estremamente prudente, visto che erano tutti già pregiudicati. I carabinieri sono riusciti a risalire ai componenti del gruppo grazie ad una paziente e certosina indagine, fatta di pedinamenti, intercettazioni ed ascolto di voci dal territorio. I bottini, ricavati da distributori e slot, erano spesso costituiti da monetine e banconote di piccolo taglio e questo ha fatto scattare l'attenzione degli investigatori. I ladri avrebbero agito per il loro semplice tornacontto personale: il furto era la loro unica fonte di sussistenza.

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