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Raffica di furti nei garage dei padovani: due arresti

A seguito di indagine, i carabinieri della compagnia di Abano Terme hanno eseguito due ordini di custodia cautelare in carcere di due moldavi, ritenuti responsabili di circa 30 colpi, commessi nei garage di Abano, Treponti di Teolo e Ponte San Nicolò

Due presunti predatori seriali di decine di garage sono finiti con le manette ai polsi a conclusione di un'intensa attività d'indagine.

DUE ARRESTI. I carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Abano Terme hanno eseguito due ordini di custodia cautelare in carcere  e ai domiciliari nei confronti di due moldavi, ritenuti responsabili di circa 30 furti, commessi nei garage di varie località della provincia. Si tratta di Oleg D. e Stanislav P., 20enni residenti rispettivamente a Montegrotto e a Padova (al confine però con il territorio aponense). Per il primo i sono aperte le porte del carcere Due Palazzi, mentre il secondo è ristretto ai domiciliari.

IL PRECEDENTE. I due erano finiti in manette ancora lo scorso 6 febbraio, sorpresi dai militari mentre scavalcavano la recinzione di un condominio a Due Carrare e tentavano la fuga in sella a un moto rubata quella stessa notte a Ponte San Nicolò. Inseguiti per 4-5 ore, erano stati bloccati e trovati in possesso di un grosso paio di forbici e di un pezzo di ferro modellato a gancio. Gli attrezzi avevano indotto i carabinieri a pensare che la coppia fosse attiva da tempo in furti a garage.

I FURTI. Perquisite le abitazioni dei due, è stata trovata anche la refurtiva, principalmente materiale elettronico. 29 i furti di cui sono ritenuti responsabili: 5 ad Abano Terme nella notte del 23 novembre 2012, 5 a Treponti di Teolo nella notte del 28 gennaio e 19 a Ponte San Nicolò nelle notti tra il 3 e 4 febbraio 2013.

GLI HARD DISK. Tra i proprietari dei garage razziati c'è anche un tecnico informatico che di professione si occupa di riparazioni e al quale i ladri, inconsapevolmente, avevano fatto un "favore". Nel bottino erano infatti finiti diversi hard disk che rappresentavano dei rifiuti che il tecnico avrebbe dovuto smaltire, e quindi pagando in quanto rifiuti particolari.

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