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I gioielli provento di furto recuperati

I gioielli provento di furto recuperati

Furti e rapine a orafi e portavalori Scoperto il "tesoro" dei nomadi

Un mese dopo l'operazione della polizia di Padova che portò all'arresto di 18 persone residenti per lo più nel campo di via Longhin, sono stati sequestrati 30mila euro di gioielli, depositati al Monte dei pegni di Mestre

È stato sequestrato dalla polizia di Padova il "tesoro" dell'associazione a delinquere di italiani di etnia rom dediti a furti e rapine, residenti per lo più nel campo nomadi di via Longhin.

UN MESE FA: OPERAZIONE "ZINGARI BRILLANTI": 18 arresti, soprattutto in via Longhin - VIDEO: Il blitz della polizia al campo nomadi - VIDEO/1: L'intervista al capo della squadra Mobile Marco Calì - IL NEO SINDACO BITONCI (LEGA): "Aria nuova a Padova"

30MILA EURO DI GIOIELLI. A distanza di un mese dall'operazione denominata "Zingari brillanti", che portò all'arresto di 18 persone, ritenute gli autori di colpi ai danni, tra gli altri, a rappresentati orafi e furgoni portavalori, gli investigatori della squadra Mobile, coordinati dal pubblico ministero Benedetto Roberti della procura di Padova, hanno rinvenuto gioielli e monili per un valore di circa 30mila euro che, astutamente, gli indagati avevano depositato al Monte dei pegni di Mestre, ottenendo dei prestiti che poi rinnovavano. In tal modo sottraevano i beni ad eventuali controlli e perquisizioni della Polizia.

SI CERCANO I PROPRIETARI : "Se riconoscete i vostri gioielli, venite in questura a riprenderli"

LE DONNE AL MONTE DEI PEGNI. Mentre un tempo, i proventi dei furti venivano spesso rinvenuti dalle forze di polizia all'interno dei campi nomadi, soprattutto al di sotto delle strutture mobili abitative e nei terreni vicini, il salto di qualità documentato dai risultati delle indagini vede le donne della famiglia, nello specifico solitamente erano quattro quelle deputate al "lavoro", recarsi periodicamente al Monte dei Pegni di Mestre dove depositavano i gioielli ottenendo in cambio del denaro. Qui gli inquirenti hanno rinvenuto anche le ricevute per gioielli che ormai era già stati rivenduti dallo stesso Monte.

IN QUESTURA PER RECLAMARE IL MALTOLTO. L'invito della polizia di Padova a chiunque riconosca tra la refurtiva i propri gioielli, se colpiti negli scorsi mesi da furto, è di recarsi in questura con la denuncia per rivendicare la proprietà e rientrare in possesso del maltolto. Ciascun pezzo dei circa cento che compongono la refurtiva sarà censito e inserito sul sito della polizia di Stato alla voce "refurtiva".

SEQUESTRATO TERRENO A VIGODARZERE. A conclusione di accertamenti fiscali che hanno dimostrato una incongruenza tra i redditi dichiarati, ovvero zero dal 1997 ad oggi, e i beni posseduti, venerdì mattina gli agenti della Mobile hanno inoltre eseguito un decreto di sequestro preventivo al civico 1 di via Zanella a Vigodarzere, per due particelle di terreno del valore di 150mila euro, acquistate dallo stesso gruppo di nomadi di via Longhin nel maggio del 2011. Sono una quindicina le persone domiciliate nel campo di Vigodarzere.

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