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Un'immagine della refurtiva recuperata

Un'immagine della refurtiva recuperata

"Turisti per sempre": venti i furti Banda dei gratta e vinci sgominata

Un sodalizio criminoso efficientemente organizzato ed operante con modalità "professionali". Decine i carabinieri impegnati nelle province di Pordenone, Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Bologna

È arrivata fino a Padova, l’attività investigativa, svolta dal Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Pordenone, con la collaborazione del personale della compagnia dei carabinieri di Pordenone e della Stazione di San Vito al Tagliamento, sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Pordenone. Le indagini prendono l’avvio dalla commissione, nella zona del Sanvitese, a partire dal maggio 2014, di una serie di furti avvenuti nottetempo ai danni di bar-tabaccherie. Tutti i colpi avvenivano con modalità seriali, come la neutralizzazione di dispositivi di allarme o videoripresa, effrazione, sottrazione della merce e, in particolare, di biglietti della lotteria istantanea, cd, "gratta e vinci" e denaro contenuto in slotmachines. In concomitanza, i malviventi rubavano, di volta in volta, delle auto, che venivano poi impiegate per la fuga. Successivamente, i banditi procedevano all’incasso dei biglietti vincenti, presentati, per la riscossione delle vincite, in esercizi della zona di Bologna.

BANDA "PROFESSIONALE". L'attività investigativa ha permesso di individuare e smantellare un sodalizio criminoso composto interamente da cittadini romeni, ad eccezione di un albanese, efficientemente organizzato ed operante con modalità "professionali". La banda, nel periodo compreso tra maggio 2014 e febbraio 2015, si è resa responsabile di vari episodi criminosi in tutto il Nordest. Quindici le posizioni contestate nella mercoledì mattina, ad esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Pordenone: sei le persone sottoposte a misura cautelare, nove denunciate in stato di libertà, 11 le perquisizioni. Decine i carabinieri impegnati nelle province di Pordenone, Venezia, Treviso, Padova, Vicenza e Bologna, luoghi di domicilio dei destinatari delle misure.

LE INDAGINI. L’indagine può essere strutturalmente divisa in due filoni: una prima parte, da maggio a dicembre, indirizzata a debellare l’attività illecita del gruppo originario, rivolta prevalentemente alla commissione di furti presso esercizi commerciali; e una seconda, nei primi mesi dell’anno in corso, che ha permesso di smantellare la banda nel frattempo rinnovatasi, con una forte tendenza all’intercambiabilità degli appartenenti, rivolta prevalentemente a furti in aziende. È stato accertato che i soggetti nuovi venivano testati dal gruppo ed inglobati solo previo superamento delle "verifiche" (modo di guidare la vettura, freddezza nell’operare, etc). In tutti i casi - sono stati scoperti ed addebitati 20 diversi furti - il modo di operare era molto professionale: acquisizione dell’obiettivo, sopralluogo preventivo in orario diurno, successivo sopralluogo in orario notturno per accertarsi della fattibilità dell’azione criminosa e, successivamente, compimento dell’atto. I colpi sono stati commessi nelle province di Pordenone, Treviso, Venezia e Padova.

LE AUTO RUBATE. Normalmente i furti venivano effettuati con auto rubate nelle vicinanze del sito - nel corso dell’attività ne sono state recuperate 8, compendio di furto appena commesso, e restituite ai legittimi proprietari; in un paio di casi, la stessa vettura è stata addirittura rubata per due volte di seguito - per poi essere abbandonate o, come accaduto in un caso, reimmatricolate in altro paese.

MATERIALE PER 400MILA EURO. Tre gli arrestati in flagranza di reato nel corso dell’indagine: uno in provincia di Treviso, nel dicembre 2014, e due a San Donà di Piave (Venezia), nello scorso mese di febbraio. Recuperato vario materiale oggetto di furto, per un valore complessivo stimato di circa 400mila euro: a parte le otto auto già citate, attrezzatura edile ed aziendale in genere di vario tipo e dimensione, vario materiale asportato nel corso dei precedenti furti, tra cui 5 casse in legno contenenti circa 400 chilogrammi di posateria in argento, sottratte ad un albergo di Jesolo. A conclusione dell’attività, inoltre, è stato individuato un garage a San Donà di Piave adibito a vero e proprio deposito di refurtiva, nella disponibilità del "ricettatore" del gruppo.

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