Cronaca

Furti e rapine alle auto in sosta Arrestati moglie e marito nomadi

La coppia, di origini sinti, residente ad Agna, sarebbe responsabile di una rapina aggravata e di sette furti aggravati, commessi tra i mesi di febbraio e aprile, nelle province di Padova, Rovigo, Venezia e Ferrara

Il materiale sequestrato e il vetro rotto di un'auto derubata

I veicoli fermi in sosta erano il loro obiettivo preferito. I "topi d'auto" in questione sono una coppia, marito e moglie, Costantino L., 57 anni, e Silvana P., 54 anni, di origini sinti, residenti al campo nomadi di Agna, e finiti in manette martedì mattina a seguito delle indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Piove di Sacco. I due sarebbero responsabili complessivamente di una rapina aggravata e di 7 furti aggravati, perpetrati tra i mesi di febbraio e aprile 2015, nelle province di Padova, Rovigo, Venezia e Ferrara.

L'ULTIMO COLPO E LE INDAGINI. Al momento dell'arresto, i due si trovavano già in regime di arresti domiciliari a seguito di un ulteriore furto, commesso l’11 aprile scorso a San Donà di Piave (Venezia): i due, dopo avere infranto il finestrino di un’autovettura in sosta, erano stati bloccati dai carabinieri di Piove di Sacco a Correzzola, mentre facevano ritorno ad Agna. In quell'occasione, i due erano stati trovati in possesso di un paio di forbici, utilizzate per aprire le portiere dei veicoli, di un binocolo e di un paio di guanti, tutto materiale sequestrato, impiegato dai malviventi per consumare i vari furti.

LA CITROEN AZZURRA. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero euganeo Francesco Tonon, avevano preso avvio dalla recrudescenza di reati predatori commessi a bordo di autovetture in sosta nelle vicinanze di cimiteri, argini e strade secondarie, nell’area della Bassa Padovana. In particolare, il monitoraggio della zona ha permesso di far risalire gli episodi ad un uomo e ad una donna a bordo di una Citroen C3 di colore azzurro. I due si avvicinavano alle auto parcheggiate, scrutando l’interno degli abitacoli in cerca di oggetti o denaro da asportare. Una volta individuato l’obiettivo, mentre uno dei due coniugi fungeva da "palo", l’altro infrangeva uno dei finestrini dei veicoli, oppure forzava la serratura di una delle portiere, per poi mettere a segno il furto.

LA RAPINA. Nel pomeriggio dello scorso 13 febbraio, nel parcheggio del cimitero di Cartura, nella frazione Cagnola, la coppia di ladri non aveva esitato ad investire con la propria auto una delle proprie vittime, che, malauguratamente, li aveva sorpresi a rovistare nella propria auto, da cui avevano appena asportato la borsa della moglie. L'uomo ha tentato di sbarrare la strada ai due malviventi piazzandosi davanti alla loro Citroen, venendo però travolto dall'auto dei criminali.

IL MODUS OPERANDI. Dalle indagini è emerso che i due nomadi partivano dal campo di Agna, con cadenza pressoché quotidiana, alla ricerca di veicoli da colpire. Percorrevano strade secondarie, prediligendo luoghi in cui la gente lascia le proprie auto parcheggiate temporaneamente. Le aree visitate con maggiore frequenza dai due sinti erano quelle al confine tra le province di Padova, Rovigo e Ferrara, talvolta si spingevano anche nella zona del Cavarzerano.

I COLPI ATTRIBUITI. In particolare, lo scorso 22 marzo, a Lusia (Rovigo), i due coniugi sinti hanno svaligiato un'Alfa Romea 159. Il 29 dello stesso mese, a Mesola (Ferrara), la coppia ha depredato una Mercedes Classe A, in cui erano custoditi due giubbini in pelle, una macchina fotografica, un telefono cellulare e 300 euro in contanti. Nello stesso giorno, a Cavarzere (Venezia), hanno tentato di mettere a segno un altro furto, senza tuttavia riuscirci. Il 3 aprile, invece, due colpi sono andati a segno, ad Este e a Vighizzolo d'Este: in quest'ultimo caso, i due hanno svuotato la Volkswagen Golf di un 55enne di una borsa e di 420 euro in contanti. Il 6 aprile, ad Ariano nel Polesine (Rovigo), i due malviventi hanno depredato una Kia Carnival, da cui hanno sottratto un kit fotografico da 500 euro. Ultimo, in ordine, il colpo a San Donà, lo scorso 11 aprile.

AI DOMICILIARI. Il gip Margherita Brunello ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, con la quale è stata disposta per entrambi la misura degli arresti domiciliari. Le indagini proseguono al fine di accertare eventuali altri episodi criminosi, analoghi a quelli descritti, imputabili alla coppia.

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