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Furti e rapine, crimini aumentati contro i negozi del Padovano: i dati

Nel 2014, l'Osservatorio di Confesercenti ha registrato 1.165 atti. Erano 1053 nel 2013. Il mese peggiore marzo: 5 al giorno. Cresce anche il dato della sola città: dai 484 del 2013 ai 509 del 2014

Sono 1.165 gli atti criminosi contro le attività economiche censiti nella provincia di Padova nel corso del 2014, 112 in più rispetto al 2013 (1053). Nessuna area della provincia immune dal fenomeno. I più colpiti, in numeri totali, Padova (484 nel 2013, 509 nel 2014) e i comuni della cintura, con 787 atti censiti (+67) rispetto al 2013, ma non sono immuni neanche l’Alta padovana o l’area del Conselvano e Piovese. I dati raccolti dall’Osservatorio economico della Confesercenti - frutto di segnalazioni che arrivano da una rete di circa 30 osservatori nel territorio - confermano la tendenza del 2013, con un'impennata di piccoli furti nei negozi (47,6%) e nei bar (20,5%).

"CRIMINALITÀ VIAGGIANTE". Per quanto riguarda i singoli settori, in crescita i bar (+25), i negozi di abbigliamento (+33), le farmacie, le tabaccherie, i ristoranti e le attività turistiche, spariscono i furti nei confronti dei negozi "Compro oro". Il mese peggiore marzo, con 151 atti criminosi rilevati dall’osservatorio (5 al giorno). Ad entrare in azione sono soprattutto piccole bande sia straniere che italiane o in alcuni casi ladri solitari. "Alcuni soci - commenta Nicola Rossi, presidente Confesercenti - parlano di una sorta di criminalità viaggiante, che rimane nel territorio qualche settimana, compie furti e poi sparisce. In molti casi, soprattutto per gioiellerie e abbigliamento, si tratta di furti su commissione. La risposta delle forze dell’ordine si è dimostrata all’altezza della minaccia - continua Rossi - con un crescente numero delle persone denunciate per avere compiuto il crimine. Sono numerosi gli interventi sia di prevenzione che di denuncia effettuati dalle forze dell’ordine in provincia. Purtroppo, nonostante questa efficienza, cresce l’allarmismo tra i cittadini e tra gli imprenditori".

"CERTEZZA DELLA PENA". Confesercenti raccomanda l’adozione di misure di prevenzione (sistemi di sicurezza, videosorveglianza, allarmi, porte e finestre allarmate, accordi con istituti di vigilanza ecc. ma anche presidi di amici e di vicini) invitando ad evitare il possesso e l’utilizzo di armi. "La situazione di crisi economica diffusa si fa sentire in modo pesante nelle statistiche del nostro osservatorio sulla criminalità - conclude Rossi - è indubbio che in molti casi i tentativi di furto ed i furtarelli sono opera di sbandati senza arte e ne parte ma proprio per questo particolarmente pericolosi. Non smetteremo di continuare ad indicare come la maggiore responsabilità stia nella mancanza della certezza della pena. Non possiamo continuare a chiedere ai nostri commercianti di denunciare i malavitosi, di segnalarli se poi dopo che li hanno denunciati corrono il rischio di trovarseli davanti al negozio. Non si può continuare con gli agenti di polizia e i carabinieri che arrestano spacciatori e malavitosi e poi il giudice li libera".

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