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Furti in stazione: finti viaggiatori derubavano quelli veri e scendevano dal treno col bottino

La polfer di Padova ha individuato due dei tre responsabili: distraevano le vittime a bordo dei convogli, da cui smontavano al volo con il maltolto prima della ripartenza

Per diversi giorni in stazione a Padova sono state registrate numerose segnalazioni da parte di viaggiatori che denunciavano di essere stati derubati dei propri bagagli a bordo dei treni: i fatti si verificavano con una certa frequenza sui convogli ad alta velocità e in qualche caso nei regionali a lunga percorrenza; inoltre, le segnalazioni raccolte dalla polizia ferroviaria di Padova vedevano spesso vittime persone straniere sulla direttrice ferroviaria Milano-Venezia.

IL MODUS OPERANDI. L’analisi dei dati raccolti ha permesso di individuare e ricostruire il modus operandi dei malviventi. Ad agire, infatti, erano sempre due o tre persone, capaci di distrarre le vittime con vari pretesti; i furti, inoltre, si verificavano sempre alla sosta dei treni in stazione: i ladri salivano su un vagone fingendo di essere dei comuni viaggiatori, per poi scendere al volo - con la valigia in mano del malcapitato di turno - prima della ripartenza del convoglio.

LA TURISTA FRANCESE. Il terzetto era diventato particolarmente abile nel creare situazioni favorevoli alla propria azione criminale. In un caso, i malviventi, notata una valigia di loro interesse riposta sulla cappelliera, ne hanno distratto la proprietaria, una turista francese, facendo cadere delle monete per terra; quindi, mentre uno, "per affrettarsi prima della ripartenza del treno", chiedeva all'ignara passeggera se potesse aiutarlo a raccogliere gli spiccioli, l’altro ne approfittava per sfilare la valigia e scendere senza farsene accorgere.

L'ANZIANA. In un'altra circostanza, le stesse persone hanno finto di aiutare un'anziana signora a salire a bordo del vagone. Anche in questo caso, non si trattava di passeggeri intenzionati a montare sul mezzo: il trio si è infatti allontanato con il portafoglio appena sfilato all'ignara vittima.

IL MILITARE IN SERVIZIO DI LEVA. In un terzo caso, nel mirino dei malviventi è finito un militare in servizio di leva, in transito nella stazione di Padova, fermo sul marciapiede in attesa di salire sul treno. Finita una telefonata, l'uomo ha riposto il suo iPhone da 400 euro in tasca: quando è stato il momento di salire sulla carrozza, i tre lo hanno affiancato stringendolo in mezzo a loro, fingendo di essere di fretta per paura di perdere il treno; quindi, al momento di salire, uno ha provato a sfilargli il cellulare. In questo caso, il tentativo è fallito perché il telefono è caduto terra e il militare, vedendo i tre fuggire, ha intuito quali fossero le loro reali intenzioni.

INDIVIDUATI I RESPONSABILI. La polizia ferroviaria, attraverso la descrizione dei malviventi e del modus con cui erano soliti operare, ha passato in rassegna tutte le riprese di videosorveglianza delle telecamere presenti in stazione, da cui è scaturita una sorta di fotosegnaletica, che ha permesso agli agenti, il 26 febbraio scorso, di riconoscere due componenti del trio proprio mentre stavano per raggiungere un binario dove era in arrivo un treno Alta Velocità. I due sono stati identificati: si tratta di un algerino di 38 anni, in Italia senza fissa dimora e clandestino, gravato peraltro dal divieto di dimora nel comune di Padova, e di un tunisino di 31 anni, anche lui con precedenti penali contro il patrimonio. Pur dichiarandosi estranei ai fatti, entrambi sono stati comunque deferiti all’autorità giudiziaria sulla scorta delle evidenze probatorie raccolte. Da quella data non sono stati più notati aggirarsi in stazione a Padova, né sono più stati registrati analoghi episodi criminosi.

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