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Immagine di repertorio

Immagine di repertorio

C'è la stessa mano dietro la raffica di furti e scippi: le telecamere incastrano l'autore

Piccoli colpi per non farsi notare, ma il suo passato criminale non è bastato e gli occhi elettronici lo hanno inchiodato alle sue responsabilità. Si indaga su eventuali altri episodi

Otto furti, tutti commessi con una decisa dose di scaltrezza che però non è bastata per non essere scoperto: sono quelli contestati a un vicentino denunciato dai carabinieri.

Raffica di furti

Lo hanno identificato dopo una dettagliata indagine, passando al setaccio le testimonianze delle vittime e i circuiti di videosorveglianza dei luoghi in cui è entrato in azione. Tutte le volte, mentre si svolgevano i colpi, lui era lì. Sono almeno otto gli episodi per i quali A.L., 49enne nato a Bassano ma residente a Romano d'Ezzelino, è il sospettato numero uno. E non si esclude che ce ne siano altri.

Coincidenze improbabili

Tra luglio e dicembre è entrato in azione in locali e negozi di Cittadella, approfittando della calca o di momenti di distrazione per sfilare portafogli da zaini e borsette o per arraffare i contanti nei registratori di cassa. Furti da poche decine di euro, frutto di azioni fulminee, di cui le vittime si accorgevano solo quando il ladro era ormai lontano. Le indagini sono partite dai singoli episodi, ma la costante presenza di quell'uomo sulle scene ha fatto scattare il collegamento. Approfondite le verifiche, il cerchio si è stretto attorno al 49enne, che ha alle spalle una sfilza di precedenti penali. Ora deve fare i conti con un'ulteriore denuncia per furto con destrezza.

Colpo al centro commerciale

E una denuncia ha colpito anche un uomo di Campodarsego, ritenuto l'autore di un furto al negozio Quello Giusto di Straelle. Il colpo risale al 24 novembre, quando dallo store del centro commerciale Il Parco sparirono un paio di ciabatte e una borsa del valore di 151 euro. In quell'occasione C.R. era stato notato e fermato dalla vigilanza privata che aveva allertato i carabinieri. Restituita la refurtiva, a distanza di poche settimane e dopo gli accertamenti di rito, le telecamere hanno confermato la paternità del colpo, portando alla denuncia.

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