Ladri di vestiti al Jal Mercatone di Due Carrare, in un capannone abbandonato altra refurtiva

In manette due fratelli romeni. Denunciato il complice marocchino

I capi rubati

I carabinieri della stazione di Battaglia Terme hanno arrestato, in flagranza di reato, per furto aggravato in concorso, due fratelli di nazionalità romena, L.F., 22enne, e L.D., 16enne, denunciando per lo stesso reato il loro complice, E.H.A., 20enne di nazionalità marocchina.

IL FURTO. Gli stranieri, nella giornata di giovedì, sono entrati nel negozio "Jal Mercatone", sulla statale "Adriatica", nel comune di Due Carrare, asportando uno zaino, un paio di pantaloni ed altri capi di vestiario, danneggiandoli nel tentativo di togliere il dispositivo antitaccheggio. I malfattori poi, una volta occultata la refurtiva, del valore di qualche centinaia di euro, si sono avvicinati alle casse e, nel tentativo di passare inosservati, hanno pagato un pacchetto di cartine per sigarette, fingendo fosse la sola merce di cui fossero in possesso.

ALTRA REFURTIVA. Il trio è stato bloccato dai militari dell’Arma in collaborazione con gli addetti del centro commerciale. Gli articoli rubati sono stati restituiti al negozio. Invece, le indagini dei carabinieri sono proseguite all'interno di un casolare di campagna abbandonato a Due Carrare, luogo temporaneamente impiegato dai due fratelli e dal nordafricano come dimora. Qui, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato due borsoni contenenti vari capi di abbigliamento, semi-nuovi, per i quali si procederà quanto prima al rintraccio dei legittimi proprietari, considerato che gli stranieri non hanno saputo giustificarne la provenienza.

FRATELLI IN MANETTE. A carico dei due romeni, ben conosciuti dall’Arma di Battaglia Terme, figurano svariati precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, mentre il nord africano è incensurato. L.F. è stato trattenuto in stato di arresto nelle camere di sicurezza della caserma di Abano Terme in attesa del rito direttissimo, previsto per la mattinata di giovedì, mentre il fratello, sottoposto allo stesso provvedimento, è stato associato all’istituto di pena per i minori di Treviso.

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