Cronaca Camin

Impiegata "infedele", frugava nella posta e rubava i soldi: 800 casi

Una 49enne rodigina, dipendente della struttura di Camin, addetta alla "posta registrata", è stata licenziata e ora andrà a processo. Ad inchiodarla, le telecamere. Avrebbe sottratto il denaro delle raccomandate

Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza. Sono le pesanti accuse mosse nei confronti di una 49enne rodigina, impiegata al Centro meccanizzato postale di Camin, dal 2012 addetta al reparto "Posta registrata", dove lavorava solo in orario notturno (turno che avrebbe scelto personalmente), dalle 22.30 alle 6. Ebbene, sola, di notte, tra i tanti pacchi e raccomandate che le scorrevano davanti, in più di un'occasione la donna avrebbe sbirciato il contenuto della corrispondenza, talvolta anche intascando il contenuto.

L'IMPIEGATA "INFEDELE". Le indagini, come riportano i quotidiani locali, sarebbero scattate a seguito di una serie di denunce partite da utenti la cui corrispondenza era arrivata a destinazione vuota. La polizia postale di Padova ne avrebbe raccolte parecchie. Ad inchiodare la 49enne rodigina, un sistema di telecamere, installato da Poste Italiane su autorizzazione della procura, che l'avrebbe ripresa nell'atto di manomettere e rubare dai plichi postali che avrebbe dovuto smistare. Non solo, 25 raccomandate sarebbero state rinvenute aperte e buttate nell'immondizia, proprio all'interno della struttura di Camin.

800 RACCOMANDATE MANOMESSE. A coordinare le indagini, il pubblico ministero Maria D'Arpa. Da quanto accertato, sarebbero quasi 800 i casi di manomissione verificati. A gennaio 2014, l'azienda aveva licenziato la dipendente "infedele". Ora la donna dovrà difendersi in tribunale.

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