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I sindaci dicono sì: approvata unioni tra gestori, si va verso la nascita di "Acquevenete Spa"

L’assemblea dei sindaci di Polesine Acque, riunita mercoledì pomeriggio in seduta straordinaria alla presenza di un notaio, ha infatti approvato il progetto di fusione tra i due gestori del servizio idrico integrato, che aveva già incassato il sì dei Sindaci di Centro Veneto Servizi lo scorso 8 giugno

Il passo decisivo è compiuto: i sindaci aprono la strada alla nascita di acquevenete spa, il gestore unico del servizio idrico integrato per 110 Comuni delle province di Padova, Rovigo, Vicenza, Venezia e Verona. L’assemblea dei sindaci di Polesine Acque, riunita mercoledì pomeriggio in seduta straordinaria alla presenza di un notaio, ha infatti approvato il progetto di fusione tra i due gestori del servizio idrico integrato, che aveva già incassato il sì dei Sindaci di Centro Veneto Servizi lo scorso 8 giugno.

I NUMERI. Per Polesine Acque, l’Assemblea ha visto un’ampia partecipazione, pari al 71,33% delle quote sociali. È stato in questo modo raggiunto il quorum del 66,67% necessario per la validità dell’assemblea in seduta straordinaria, come previsto dallo statuto di Polesine Acque. Raggiunto ampiamente anche il quorum deliberativo dei due terzi dei presenti: ha votato a favore il 74,1% dei soci. Decisivo per il raggiungimento dell’accordo è stato l’impegno della nuova società a pagare il debito di Polesine Acque nei confronti dei propri soci, in tempi brevissimi rispetto al piano di rientro siglato tra le parti in precedenza, nonché l’allargamento della rappresentanza nell’organo amministrativo, il tutto a spese invariate. 

ACQUEVENETE. Si tratta della svolta decisiva nell’articolato iter avviato nel 2014. La nuova società di gestione del servizio idrico integrato, che sarà denominata Acquevenete spa, nascerà ufficialmente a ottobre, quando, trascorsi i termini obbligatori a norma di legge, è attesa la convocazione dell’Assemblea straordinaria in seduta congiunta delle due società, ultimo passaggio dell’iter per la fusione. Cosa cambierà per i cittadini e utenti, con la transizione ad acquevenete spa? Di seguito alcuni “punti chiave” del progetto di fusione. 

ACQUA PUBBLICA. Obiettivo centrale dell’aggregazione è mantenere una gestione pubblica (in house) dell’acqua, nel pieno rispetto dello spirito dei referendum del 2011. Con la nascita di acquevenete spa, società a totale controllo pubblico, non quotata in borsa, il territorio e i cittadini avranno la garanzia di un gestore che non punta a fare utili sulle bollette, perché non ha come obiettivo quello di distribuire dividendi agli azionisti. 

TARIFFE. Tra gli obiettivi primari per la nuova società ci sarà quello del contenimento della tariffa, per gravare il meno possibile sulle tasche dei propri utenti. In una fase storica in cui la gran parte dei gestori idrici è alle prese con aumenti anche sensibili della tariffa, CVS e Polesine Acque hanno già dimostrato nei fatti di poter attuare questo obiettivo, azzerando gli aumenti per il biennio 2016-2017. Grazie alla creazione di valore frutto delle sinergie prodotte dalla fusione, già quantificata dagli advisor in 23,5 milioni di euro, sarà possibile fare ulteriori passi avanti, per far ricadere direttamente sui cittadini-utenti i benefici degli efficientamenti.

INVESTIMENTI. Con la nascita di acquevenete, saranno garantiti gli investimenti previsti dai rispettivi piani d’Ambito, per ammodernare reti e impianti. La nuova società, infatti, dovrà rispondere separatamente all’ATO Polesine, e quindi al territorio dei 52 Comuni polesani, e all’ATO Bacchiglione che include i 58 Comuni di CVS. Nei piani della nuova società acquevenete figura già l’impegno a realizzare tutti gli investimenti per nuove opere previsti dai Piani d’Ambito Polesine e Bacchiglione. Inoltre, il miglior rating bancario conseguente alla fusione e la conseguente maggiore facilità di accesso a fonti di finanziamento costituiscono una ulteriore garanzia della possibilità di realizzare le nuove opere necessarie a migliorare il servizio, mantenere in efficienza reti e impianti e tutelare l’ambiente.

GOVERNANCE.  Tutte le decisioni più importanti e che hanno ricadute dirette per i cittadini, ovvero quelle sulle tariffe e la scelta degli investimenti da realizzare, saranno prese sulla base del numero degli abitanti, sostanzialmente equiparabile, circa 260.000 per Polesine Acque e 250.000 per l’area di CVS. A prevederlo è lo Statuto della nuova società. In questo modo, ai territori di entrambi i gestori sarà garantita parità di trattamento e voce in capitolo.

SEDI E SPORTELLI. Saranno mantenute entrambe le sedi operative, di Polesine Acque a Rovigo e di CVS a Monselice. La società resterà vicina ai propri utenti, mantenendo tutti gli sportelli attualmente aperti e dislocati in modo capillare sul territorio servito.

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