menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Arnaldo Cestaro

Arnaldo Cestaro

G8, Cestaro fa condannare l'Italia in Europa: "Alla Diaz fu tortura"

La Corte europea, per i fatti alla scuola di Genova, "ritiene che la risposta" delle autorità italiane sia stata "insufficiente rispetto alla gravità dei fatti". L'esposto era partito dal vicentino, che oggi vive a Padova

"Gli ufficiali di polizia che hanno aggredito e materialmente sottoposto ad atti di tortura" Arnaldo Cestaro, vicentino che oggi vive a Padova, e gli altri ospiti della scuola Diaz "non sono stati identificati. Quindi non sono nemmeno stati indagati e sono rimasti semplicemente impuniti".

CONDANNA PER "TORTURA". È quanto si legge nel dispositivo con cui la Corte europea condanna l'Italia per il reato di "tortura" per i fatti della scuola Diaz durante il G8 di Genova. La Corte stigmatizza l'impunità della polizia italiana: "La mancanza di identificazione degli autori dei maltrattamenti in questione deriva dalle difficoltà oggettive dei procuratori di procedere all'identificazione" dei colpevoli, ma anche dalla mancata "cooperazione della polizia durante le indagini preliminari".

RISPOSTA DELL'ITALIA FU "INSUFFICIENTE". Quindi "la Corte si rammarica che la polizia abbia potuto impunemente rifiutarsi di fornire alle autorità competenti la collaborazione necessaria per l'identificazione di agenti che potrebbero essere coinvolti in atti di tortura". Per tutto questo, "la Corte ritiene che la risposta" delle autorità italiane è stata "insufficiente rispetto alla gravità dei fatti". Inoltre, "in casi di tortura o maltrattamenti da parte di funzionari statali, i procedimenti penali non dovrebbero essere estinti per effetto di prescrizione, così come amnistia e grazia non devono essere tollerate in questo settore".

REATO DI TORTURA. La Corte ha riconosciuto a Cestaro, all'epoca dei fatti 61enne, un indennizzo di 45mila euro. "Non mi importa dei soldi, serve una legge che parli di tortura - dice Arnaldo - cosa volete che mi importi dei soldi? Noi - rileva - vogliamo una legge che introduca il reato di tortura nel nostro Paese e che sia applicata subito, scritta nera su bianco, altrimenti non si risolve nulla: il più forte vince sempre e il più debole viene massacrato, come è successo a noi alla Diaz".

IL RACCONTO DI CESTARO. Di quel giorno del luglio di 14 anni fa, Cestaro ricorda che era a Genova e alla sera di essere andato alla Diaz per dormire. "Alle nove e mezzo - racconta - mi sono coricato e ho dormito subito, ero stanchissimo dopo una giornata di protesta, con tanta gente. Alle undici e mezzo ho sentito un forte trambusto, stavano buttando giù i portoni della scuola. Ho pensato 'ecco, arrivano i black block' e invece era la polizia, la mia polizia, quella del mio stato democratico". Ricorda le sue urla e quelle degli altri: "Ho visto una mattanza incredibile, un orrore che non credevo di dover vedere mai".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

PadovaOggi è in caricamento