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Giallo sugli ultimi decessi in carcere: suicidi o c'è dell'altro?

Aperta un'inchiesta sul presunto suicidio con il gas di domenica al Due Palazzi. Troppo simile la dinamica del precedente decesso, dove il compagno di cella era lo stesso che, questa volta, non ha dato né l'allarme, anzi ha nascosto la bombola

Il pubblico ministero padovano Paolo Luca ha aperto un'inchiesta sui due ultimi presunti suicidi avvenuti domenica e il 24 maggio scorso nella casa circondariale Due Palazzi. Identiche le modalità con cui entrambi si sarebbero tolti la vita, ovvero inalando il gas, tramite un sacchetto di plastica, di una bomboletta da campeggio che serve per fare da mangiare in cella. 

A insinuare negli inquirenti il dubbio che non si sia trattato di un suicidio è il comportamento del compagno di cella della vittima che non solo non avrebbe dato l'allarme per quanto stava accadendo, ma anzi, avrebbe gettato dalla finestra, attraverso le grate, la bomboletta e il sacchetto poi recuperati in cortile.
 
Inoltre, il compagno di cella che non si sarebbe accorto di nulla, era stato fino a poche settimane fa il compagno di cella della prima vittima. L'ipotesi al vaglio è che i due detenuti deceduti, entrambi ex tossicodipendenti, si siano entrambi fatti convincere dal compagno di cella a provare lo “sballo” inalando il gas, salvo poi perdere il controllo della situazione. Determinanti per comprendere la dinamica dell'ultimo decesso e fugare ogni dubbio, saranno gli esiti del sopralluogo degli esperti della scientifica e dell'esame autoptico del medico legale.
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