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L'Orto botanico fra storia e futuro Ecco il Giardino della biodiversità

Il cammeo padovano si arricchisce di 1300 nuove specie vegetali con un viaggio dalle aree tropicali a quelle aride, fino alle possibilità di vita in ambiti extraterrestri. Nei piani l'attrazione dei visitatori dell'Expo 2015

Nato nel 1545, quello di Padova è l'Orto botanico più antico al mondo, e oggi la sua ricca storia si intreccia al futuro con la realizzazione del nuovo Giardino della biodiversità. Con una superficie di 15mila metri quadrati, il nuovo progetto illustrato lunedì mattina alla presenza fra gli altri del governatore Luca Zaia, del ministro Flavio Zanonato e il sindaco reggente Ivo Rossi, si propone di catturare appassionati e curiosi offrendo loro un’esperienza che sposa la botanica a un alto grado di tecnologia. All'interno, un percorso fitogeografico dei 5 continenti e un viaggio attraverso i "biomi" del pianeta, ossia quelle ampie porzioni di biosfera che riuniscono ecosistemi caratterizzati dalle medesime condizioni ambientali. L’ampliamento è in fase di attuazione e sarà completato entro l’estate del 2014, con lo sguardo rivolto all'Expo 2015. Secondo i piani infatti parte dei flussi di visitatori dell'evento milanese potranno fare tappa al nuovo Orto e da qui, attraverso via acqua, arrivare fino a Venezia. 

IL PROGETTO ARCHITETTONICO. L‘ampliamento dell’Orto prende le forme di una grande teca di vetro lunga circa 100 metri e alta 18 che illustra un’ideale sezione del globo, dall’equatore degradando verso i poli. Qui, in 5 serre, sono portati in vita i diversi ambienti, da quelli caratterizzati da condizioni più favorevoli per la vita (con abbondante umidità e elevate temperature che fanno crescere la foresta pluviale) sino alle condizioni più estreme (dove il freddo e la scarsa umidità rendono la vita quasi impossibile). L’architettura è di forte impatto visivo: posizionata in un contesto di altissimo valore storico, il progetto rilegge le regole compositive che determinano l’impostazione della parte cinquecentesca, rispettando le dimensioni e i passi dell’antico Hortus cintus. Inoltre il progetto mantiene il medesimo orientamento degli assi che visivamente collegano le adiacenti cupole del complesso di Santa Giustina a quelle di Sant’Antonio, offrendo ai visitatori una suggestiva visione d’insieme. Dalla lama d’acqua che separa l’orto antico e il moderno fino alle cascate che dividono un bioma dall’altro, l’acqua è il leitmotif del Giardino della biodiversità. L’edificio è progettato per il recupero delle acque piovane, garantendo al sistema l’autosufficienza idrica, e per ridurre il più possibile l’impatto ambientale: la sua forma e l’articolazione di spazi e impianti sono ottimizzati per sfruttare al massimo l’apporto dell’energia solare e per trasformare l’ambiente interno e quello circostante, grazie a soluzioni progettuali e tecnologiche. Il progetto è firmato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS associati che si è aggiudicato nel 2005 il concorso internazionale per la progettazione bandito dall’Università.

Orto Botanico Giardino biodiversità-2L'IDEA ESPOSITIVA. L’esposizione all’interno delle cinque serre si articola in tre diversi percorsi. Il primo è "La Pianta e l’ambiente": il Giardino della Biodiversità raccoglie oltre 1300 specie ripartite in aree che simulano le condizioni climatiche dei biomi portando i visitatori a compiere un ideale viaggio attraverso la foresta pluviale tropicale, la foresta tropicale subumida e savana, il clima temperato e mediterraneo, il clima arido, la tundra artica, tundra alpina e antartide. Il secondo percorso è quello dedicato a "La Pianta e l’uomo": tramite pannelli, filmati, exhibit interattivi, reperti le nuove serre raccontano il pianeta dal punto di vista delle forme di vita vegetali indagando il ruolo svolto nel rapporto con l’uomo. Partendo dalla considerazione che le piante sono organismi complessi dotati di venti modi diversi di percepire l’ambiente che li circonda e di interagire con esso, il Giardino indaga come l’intelligenza vegetale e l’intelligenza umana abbiano svolto un comune percorso di coevoluzione. Nella terza sezione si fa largo "La Pianta nello spazio": un approfondimento sui temi legati alle possibili condizioni di vita extra-terrestre e sugli effetti che l’inquinamento estremo, o lo stesso intervento dell’uomo, producono sulle specie vegetali. Simulazioni di viaggio, come quella di un equipaggio nello spazio, oppure di tipo insediativo, o ipotesi di una colonia su Marte, sono utilizzate per esemplificare queste riflessioni.

IL WIKIORTO. Il progetto è caratterizzato da modalità di fruizioni interattive e un alto livello di tecnologia. Nel giardino della biodiversità anche un comune smartphone o un tablet diventeranno per i visitatori strumenti per relazionarsi con gli ambienti e le piante: un wikiorto che vivrà sul web consentirà ai visitatori di prepararsi alla visita e di rimanere in contatto con le piante anche una volta usciti dai cancelli. Prima della visita, il sito dell’Orto consentirà di scaricare applicazioni, esplorare i percorsi e acquistare il biglietto. Durante la visita, l’accesso a informazioni e approfondimenti tramite i cartellini di identificazione delle piante permetterà di approfondire le conoscenze nonché di provare esperienze di realtà aumentata. Dopo la visita, una speciale app consentirà di restare in contatto con l’Orto, continuando a far parte di una comunità virtuale.

INTRATTENIMENTO. Accanto alla ricerca e allo studio, la nuova superficie dell’Orto si propone di essere anche un luogo di aggregazione urbana, che nel tessuto cittadino trova una sua armonica collocazione. Un vero e proprio destination place in cui i visitatori saranno coinvolti non solo attraverso spazi espositivi, ma anche di intrattenimento. Le aree Kids, Ristorazione, lo Store, lo spazio Eventi offriranno attività ad hoc per studenti così come per le famiglie con bambini, per i professionisti così come per i turisti, per gli appassionati di botanica e semplici curiosi. Partnership d’eccellenza con aziende e privati la cui filosofia sia congrua a quella dell’Orto Botanico verranno avviate, privilegiando le attività italiane che in particolare possano valorizzare il territorio veneto e della città di Padova.

IL COMMENTO. "L’influenza che l’Orto della nostra Università ha manifestato nel corso dei secoli è innegabile" dichiara il Rettore dell’università di Padova Professor Giuseppe Zaccaria. "Proprio quest’anno, non a caso, il New York Botanical Garden ha dedicato all’Orto di Padova, una fortunatissima mostra dal titolo ‘Wild Medicine’. Sulla scia di questo recente successo la sfida a proseguire sulla strada dell’eccellenza si è fatta sempre più alta e il progetto di ampliamento non poteva essere da meno. Siamo estremamente orgogliosi di questa iniziativa destinata a segnare una nuova stagione per l’Orto e che rende Padova – oggi come cinquecento anni fa – precursore dei tempi".

EXPO 2015. "È importante rafforzare l'asse Padova-Milano in questo senso - spiega il vice sindaco reggente Ivo Rossi - l'Expo 2015 può e deve essere una occasione di crescita della dimensione turistica padovana. La presenza a Padova della nuova ala dell'orto botanico poi, laboratorio della biodiversità, avveniristico nella forma architettonica, e nei contenuti, aggancia naturalmente Padova al tema dell'Expo "Nutrire il pianeta, energia per la vita".

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