Giordani: «Non saranno tollerati eccessi e assembramenti per il rito dello spritz»

Bressa: «Ai locali sotto osservazione dico questo: munitevi di personale qualificato che è in grado di far rispettare le norme anti-assembramento se no sarà inevitabile arrivare a provvedimenti più drastici quando dovessero ripresentarsi situazioni critiche»

Il sindaco Sergio Giordani ha fatto sapere come l'amministrazione intende gestire la riapertura dei locali in questa immediata fase post lockdown: «Sin dall'avvio della "Fase 2" la Polizia Locale della nostra città ha provveduto ad una pianificazione di specifici servizi, mirati a verificare ed a promuovere  il rispetto delle misure "antiCOVID-19" previste dalla normativa nazionale e regionale. Infatti, se da un lato questa fase è caratterizzate dal venir meno di buona parte delle restrizioni concernenti lo spostamento delle persone sul territorio, dall'altro appare ancora più determinante il rispetto degli obblighi dell'uso della mascherina e della distanza interpersonale di sicurezza. Vi sono poi tutte le misure che riguardano gli esercenti di attività commerciali al dettaglio, bar e ristoranti, che incombono prevalentemente su titolari e gestori, impegnandoli in prima persona nell'adozione di specifiche misure a salvaguardia della salute pubblica. Dal Comando viene riferito che ogni giorno vengono appositamente destinate alle zone più centrali della città, ed in particolare all'area delle piazze, almeno quattro unità in divisa per ogni turno, a partire dal mattino e fino a notte inoltrata; tale personale è incaricato di verificare l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale da parte di coloro che accedono ad aree di mercato, esercizi commerciali, bar e ristoranti, e di disincentivare ogni forma di assembramento potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini».

Polizia Locale

Il contingente in divisa è integrato, in orario pomeridiano e serale, da altro personale in borghese specializzato, che ha il compito di verificare l'ottemperanza alle particolari e specifiche misure che sono chiamati a rispettare (e a far rispettare a clienti ed avventori) commercianti e pubblici esercenti. L 'accesso alle aree di mercato deve essere "scaglionato" analogamente a quanto avviene per le attività commerciali in sede fissa, mentre bar e ristoranti, oltre a garantire il "distanziamento" tra gli avventori sia all'interno dei locali che nei plateatici,  devono dotarsi di igienizzanti da mettere a disposizione della clientela e devono provvedere alla continua igienizzazione dei tavoli e delle altre superfici presenti nei locali. La mascherina, poi, può essere tolta dal viso solo quando l'avventore è seduto all'atto di consumare alimenti e bevande. Baristi e ristoratori devono poi collocare in posizione ben visibile informative in italiano ed inglese riportanti le principali misure "antiCOVID" che i clienti devono rispettare.

Norme anticontagio

Sul rispetto delle norme anticontagio da parte di tutti, esercenti e clienti, il sindaco Sergio Giordani sottolinea: «E' da fine febbraio che mi impegno ogni giorno come tutta la città per proteggere Padova da questo terribile virus, è quindi del tutto evidente che non intendo tollerare scene di eccessi totali come quella di lunedì notte o consentire che una minoranza, perché di questo parliamo, di irresponsabili esagitati e di esercenti senza la testa sulle spalle metta a rischio i risultati che abbiamo faticosamente raggiunto. Non faccio nemmeno l'errore di criminalizzare una generazione o una categoria perché sarebbe troppo semplice e troppo superficiale. La maggior parte dei ragazzi ha buon senso, la grande maggioranza degli esercenti sta facendo uno sforzo importante per attenersi rigorosamente alle regole pur in una situazione difficile. Bisogna ribadire solo un concetto chiaro che chi sbaglia paga e ora tutti sono avvisati. Questa amministrazione scommette sulla responsabilità della gente dal primo giorno dell'emergenza e questo ci ha dato risultati, abbiamo fatto prevenzione, informazione costante da due mesi e anche la prima e più grande campagna sull'uso delle mascherine in Italia, poi esistono anche le sanzioni per chi davvero non vuol capire. Ora valuteremo attentamente la situazione ed è chiaro che se tornano scene come quella di lunedì notte saranno presi provvedimenti mirati e non escluse misure anche generalizzate, sempre usando il buon senso,  tutelando la salute e sapendo contemporaneamente che Padova ha comprensibilmente bisogno di ripartire ma con intelligenza».

Bressa

L’assessore al commercio Antonio Bressa sottolinea l’obbligo di dotarsi di steward professionisti per gestire il movimento dei clienti dentro e fuori i locali e lancia un invito: «I locali che hanno problemi di assembramento esterno hanno già l’obbligo di munirsi di assistente alla clientela secondo il Regolamento Comunale dei Pubblici Esercizi. Ora questa figura deve essere utilizzata con ancora più vigore e attenzione per chiedere il distanziamento fisico delle persone e invitare all’uso corretto della mascherina. Ma se in tempi normali poteva essere sufficiente la presenza di addetti semplici ora per la situazione delicata che stiamo attraversando sono necessari veri e propri steward professionisti, almeno nelle realtà dove si possono creare presenze troppo fitte di persone nello stesso luogo. Ai locali attenzionati quindi dico questo: munitevi di personale qualificato che è in grado di far rispettare le norme anti-assembramento se no sarà inevitabile arrivare a provvedimenti più drastici quando dovessero ripresentarsi situazioni critiche. Ne ho parlato anche con APPE che è disponibile a organizzare un servizio di vigilanza professionale a cui i gestori possono aderire anche condividendone gli oneri. È una cosa che si può far partire fin da subito, per cui confido che almeno i locali delle zone più a rischio aderiscano all’iniziativa, per evitare che la situazione prenda una piega sbagliata».

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