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Cronaca

Lutto nel mondo della cultura orafa padovana, è morto Giorgio Cecchetto

Una malattia lo ha stroncato a 58 anni. Autore noto e affermato nel panorama italiano ed internazionale, le sue opere sono esposte alla mostra Orientamenti e altro attualmente in corso all'Oratorio di San Rocco

Si è spento nella notte tra domenica e lunedì, a 58 anni, stroncato da una malattia che non gli ha lasciato scampo, l'artista e maestro orafo padovano Giorgio Cecchetto.

COMUNITÀ IN LUTTO. "La città di Padova e il mondo della gioielleria contemporanea di ricerca - afferma con rammarico l’assessore alla Cultura Matteo Cavatton - hanno perso un grande ed importante interprete degli insegnamenti della Scuola orafa padovana di cui siamo onorati avere le opere esposte alla mostra Orientamenti e altro attualmente in corso all'Oratorio di San Rocco".

CHI ERA. Autore noto e affermato nel panorama italiano ed internazionale, ha esposto nelle più importanti città e sedi espositive del mondo nel corso della sua carriera. Si era formato alla maniera della Scuola padovana, dove aveva appreso l’operare metodologico di Mario Pinton e poi di Francesco Pavan fino a conseguire il diploma di Maestro d’arte nel 1977 al Selvatico. Aveva frequentato giovanissimo l’atelier di Giampaolo Babetto acquisendo un particolare tratto di sensibilità e precisione.

ESPOSIZIONI INTERNAZIONALI. Alcune sue opere vennero richieste per essere esposte permanentemente in collezioni pubbliche tra cui la Benno in Therese Danner’sche Kunstgewerbestiftung e il Die Neue sammlung Staatliches Museum für angewandte Kunst Design in der Pinakothek der Moderne a Monaco di Baviera, il Dallas Museum of Art a Dallas negli Stati Uniti d'America e la Pin-Associação Portuguesa de Joalharia Contemporânea di Lisbona. Nel corso della seconda edizione del Premio Internazionale Mario Pinton nel 2015, inoltre, era stato insignito della menzione di merito per la sua opera Convergenza.

MOSTRA IN CORSO. Negli ultimi tempi con entusiasmo si era dedicato alla realizzazione delle opere ora esposte all'Oratorio di San Rocco che oggi assumono una valenza ancora più ricca e pregna di significato. I suoi lavori infatti hanno tratto ispirazione dal simbolo della Croce e dei suoi elementi che si fanno portavoce dell'artista come una 'preghiera laica', una riflessione sul tempo e sulla condizione umana nella sua totalità, fragilità e imprevedibilità, un’esperienza creativa che, unita a un’emozione intensa, lo porta ad una visione mistica della vita, una ricerca intima e solitaria che si allontana del contesto formativo omogeneo dei suoi esordi.

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