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Giornalismo, esordi narrativi e poesia performativa con Luca Barbieri, Simone Lisi e Silvia Salvagnini

Dopo il doppio appuntamento con il dialogo tra Gianluigi Simonetti e Matteo Marchesini e la presentazione dell’esordio Minimum Fax di Orso Tosco, prosegue la seconda settimana del festival “Da giovani promesse...” con una giornata ricca di appuntamenti

Dopo il doppio appuntamento con il dialogo tra Gianluigi Simonetti e Matteo Marchesini e la presentazione dell’esordio Minimum Fax di Orso Tosco, prosegue la seconda settimana del festival “Da giovani promesse...” con una giornata ricca di appuntamenti che spaziano tra le diverse forme della narrazione. Il primo, alle 11, è con Luca Barbieri, giornalista professionista e docente del corso di Linguaggio giornalistico all’Università di Padova che, in una lezione rivolta in particolar modo agli universitari ma aperta a tutti, spiegherà come realizzare un’intervista. Nel tardo pomeriggio, alle 18.30, sempre allo Spazio 35 del Centro Culturale Altinate San Gaetano, Simone Lisi – già autore di racconti su riviste cartacee e online – presenta al pubblico padovano il suo esordio narrativo “Un’altra cena. O di come finiscono le cose” (effequ), in dialogo con Elena Sbrojavacca. La serata prosegue alle 21 con la performance della veneziana Silvia Salvagnigni, autrice della raccolta poetica “Il seme dell’abbraccio. Poesie per una rinascita” (Bompiani), che presenta le sue poesie nella veste inconsueta di un concerto acustico per voce e chitarra, accompagnata dalla musica di Nico De Giosa e dalla voce di Alessandra Trevisan.


Luca Barbieri, "Come si fa un’intervista"

Come preparare, svolgere ed editare un’intervista? Come capire quali sono i criteri di notiziabilità che guidano la scelta dell’intervistato e del tema dell’intervista? Questi gli aspetti che Luca Barbieri, professore a contratto presso l’Università degli Studi di Padova, affronterà nel corso dell’appuntamento. La lezione, a ingresso libero e aperta a tutti, toccherà alcuni degli argomenti che il docente affronta all’interno del corso universitario di Linguaggio giornalistico. Il corso verte sull’acquisizione del metodo giornalistico come metodo per l’indagine dei fatti di cronaca e lo sviluppo di un dibattito pubblico che riesca a rappresentare la complessità della società odierna. È strutturato con un forte orientamento alla pratica per scoprire come avviene la selezione e la verifica delle notizie e qual è il rapporto dei giornalisti con le fonti attraverso una serie di testimonianze e prevede un’attività di laboratorio che guida gli studenti nella produzione di prodotti testi informativi seguendo il metodo giornalistico.


Simone lisi presenta “Un’altra cena. O di come finiscono le cose”

Un canarino liberato dalla gabbia. Una luce nella corte perennemente accesa. Esiste solo la vita borghese. Questi alcuni degli argomenti di conversazione di quattro amici a una cena qualunque. Discorsi interrotti, ripresi, lasciati a metà perché non portano da nessuna parte. Discorsi che tuttavia dicono di loro quasi tutto: del mondo segreto che li muove, di quello che saranno tra dieci anni, del loro destino. Ci sono le abitudini, le colazioni, le case, i mutui, i tic, i desideri. E sullo sfondo di una cena, divisa in quattro atti come un’opera di Mozart, si staglia placido il disastro, la fine di tutto, che malgrado si cerchi di tenere fuori dalla porta di casa, torna ad affacciarsi. Simone Lisi (Firenze 1985), dal 2001 pubblica i suoi racconti su antologie, riviste online e cartacee (tra cui il Gabinetto Viesseux, Marcos y Marcos, Scrittori Precari, Pratosfera, A few words, L’inquieto, Verde Rivista, effequ). Dal 2014 fa parte della redazione di Stanza251, rivista online di arte e letteratura. È uno dei fondatori del collettivo “In fuga dalla bocciofila”, che si occupa di cinema e narrazioni. Elena Sbrojavacca (1989) è dottore di ricerca in Italianistica. Si è formata all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha partecipato alla curatela di un volume sull’opera teatrale di Luigi Pirandello (Rizzoli, 2016). Suoi contributi per riviste del settore, pubblicati o in attesa di pubblicazione, riguardano: Luigi Pirandello, Beppe Fenoglio, Gianfranco Contini, Luciano Erba, Andrea Zanzotto, Jonathan Coe.


Silvia Salvagnini, “Il seme dell’abbraccio. Poesie per una rinascita”

La parola contemporanea e quotidiana della poeta “performativa” Silvia Salvagnini, autrice di “Il seme dell’abbraccio – poesie per una rinascita” (Bompiani 2018), la musica di Nico De Giosa e la voce di Alessandra Trevisan, sperimentatrice vocale e lyricist, si uniscono in un concerto per poesia, chitarra elettrica, musica elettronica e visual originali a cura di Marco Maschietto. I testi poetici diventano frammenti vocali, più-che-canzoni e “pezzi unici” tradotti in più lingue; la poesia è letta e collocata nella dimensione di un ascolto lieve, empatico e vivo; così la musica, che va dall’acustico sino a un’elettronica soft con sperimentazione live, è in grado di dare spazio e nuova necessità alle parole. La video-arte irrompe con una scenografia creata da Crunchlab, e l’utilizzo di immagini fotografiche originali di Alessandra Calò, completando lo spettacolo a tre voci, dando origine a una nuova e inedita formula. Nelle pagine del suo libro, Silvia Salvagnini racconta un cammino, quello di una giovane donna che si affida alla vita e all’amore senza filtri, ”più nuda del lampione / con la pelle senza sapone”, e ne scopre la meraviglia e la durezza. Sotto i nostri occhi, come in un romanzo fatto per squarci e illuminazioni, si compone la storia di un amore e del suo sgretolarsi, di una vita che si raccoglie intorno a dettagli quotidiani – il divano, la cipolla da sbucciare, l’orlo di un lenzuolo, la fatica del lavoro in un call center – ma che sempre aspira a un orizzonte più vasto. Sono versi che si impigliano nel dolore, nello smarrimento per la violenza che irrompe tra le pareti di casa, eppure non si polarizzano mai sulla retorica della vittima e del carnefice; parole tese fino ad assumere forme nuove, sempre alla ricerca di uno spazio per la voce femminile, che nasce dal profondo di un corpo che aspira alla gioia. Versi che non rinunciano a cercare un seme da cui ricominciare. Silvia Salvagnini, è nata a Venezia nel 1982. Ha esordito nel 2004 con le poesie di “Silenzio cileno” (Auteditori), seguite da “I baci ai muri” (Mimisol 2006). Nel 2009, con l’opera “laelefantevolante”, ha vinto il premio per la poesia contemporanea Antonio Delfini, a cura di Nanni Balestrini. Ha pubblicato gli albi illustrati “L’orlo del vestito” (Sartoria Utopia 2016) e “Il giardiniere gentile” (VerbaVolant 2016). Nel 2015 è stata tra i poeti ospiti alla Sorbona, a Parigi, per il convegno “Génération 80”, come una delle voci più originali della sua generazione. È pianista e illustratrice. Realizza concerti in cui parole, immagini e musica si mescolano per dare forma a una poesia viva. Il suo ultimo libro è “Il seme dell’abbraccio” (Bompiani 2018).

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