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Giornata della memoria, sindaco Bitonci: "Ogni padovano sia anti-razzista"

Il primo cittadino di Padova è intervenuto alle cerimonie al Tempio dell'Internato Ignoto e poi al liceo Modigliani e nel discorso si è definito: "Sindaco di una città che vuole essere capitale della Memoria"

Il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha partecipato mercoledì alla cerimonia per il Giorno della Memoria al Tempio dell'Internato Ignoto e al liceo Modigliani. Nel discorso pronunciato in occasione dell'Olocausto il primo cittadino ha parlato di Padova come di una città che vuole essere "capitale della Memoria" invitando tutti i cittadini ad essere "antirazzisti".

"Oggi siamo qui, insieme, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti della Comunità ebraica, 
associazioni di reduci, di partigiani, combattentistiche, di volontari, educatori, studenti e semplici cittadini, per ricordare che il 27 gennaio del 1945 sono caduti i cancelli di Auschwitz. 
Oggi, 71 anni dopo, ci rivolgiamo al passato per onorare le vittime della Shoah, della deportazione e dell'internamento. Per riscoprire l'esempio immortale dei Giusti che si sono sacrificati. Oggi ci ritroviamo anche per constatare, purtroppo, che le ombre di quel passato si proiettano ancora sul nostro presente. Molti cancelli devono ancora cadere. Molti fratelli ebrei, e non solo ebrei, si trovano ancora sotto minaccia o in stato di illegittima prigionia. Molti Giusti rischiano ancora la vita per salvare vite innocenti, nel disinteresse generale.
“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.
Così si giustifica il Galileo di Brecht, dopo aver detto “no”. Dopo aver abiurato le proprie teorie. Dopo essersi umiliato per poter continuare a vivere e a studiare. Soprattutto dopo aver rappresentato sulla scena, la propria vertigine di fronte a un dilemma attuale, perché tuttora irrisolto. Un dilemma che ci impone di riflettere sulla qualità delle relazioni e dei rapporti che reggono la società in cui viviamo.
Un dilemma che, oggi, ci rimanda al sacrificio di chi, durante la seconda guerra mondiale, contro ogni personale utilità, 
ebbe il coraggio di dire “no”.
Di chi, durante un'epoca sventurata, rischiò o perse la vita. Di chi è ancora memoria vivente e, con il suo esempio, “patrimonio di tutta l'umanità”, come afferma il professor Giuliano Pisani, promotore del Progetto “Padova - Casa dei Giusti”, e ideatore della mostra “L'Esempio dei Giusti”, ospitata nelle Scuderie di Palazzo Moroni. Un'umanità che, purtroppo, ci appare ancora ospite di una terra sventurata. Un'umanità ancora afflitta dal pregiudizio e dall'antisemitismo. Un'umanità che ha ancora bisogno di ricordare e celebrare i Giusti del passato e di non abbandonare quelli del presente. Poniamoci questa domanda: siamo e saremo pronti, senza condizioni, a condannare ogni forma di antisemitismo e di razzismo, di violenza e sopraffazione? Siamo e saremo pronti a difendere ed emulare i Giusti? Ad isolare i delatori che ancora oggi ne mettono a repentaglio la vita? In uno dei pannelli della mostra “Shalom a Canove”, 
esposto nel cortile di Palazzo Moroni, è rappresentato l'osceno manifesto pubblicato, il 5 agosto 1938, sulla rivista “La difesa della razza”.
Al punto 7, esso pretende che gli italiani si proclamino, senza condizioni, “francamente razzisti”. Ebbene, oggi, qui, di fronte a tutti voi e, soprattutto, ai molti studenti, professori ed educatori padovani, da sindaco di una città che vuole essere Capitale della Memoria, pretendo che ogni nostro concittadino si proclami senza condizioni anti razzista. Chiedo ad ogni padovano, visiti i templi della Memoria che la nostra città custodisce, come il Giardino dei Giusti del Mondo. Che collabori armoniosamente al miglioramento della qualità delle relazioni e dei rapporti che reggono la società in cui viviamo. Che si lasci ispirare dall'esempio dei Giusti che, spontaneamente, allora come oggi, non accettano di vivere su una terra sventurata".

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