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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Giornate dello sport: gli istituti padovani "costretti a farsi carico dell'organizzazione"

Gli insegnanti di Scienze Motorie dell'istituto Concetto Marchesi protestano contro il taglio dei finanziamenti deciso dalla regione Veneto dopo l'"imposizione" delle iniziative sportive

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Riceviamo e pubblichiamo:

"Le scuole si sono trovate a dover sostenere gli oneri dell'organizzazione delle Giornate dello Sport, promosse per la prima volta nell'anno scolastico 2016/2017 dalla regione Veneto, con conseguenti ore di lavoro non retribuite agli insegnanti coinvolti e costi da gestire, a fronte di un contributo simbolico da parte della stessa Regione. Si tratta inoltre di scuole già costrette e convivere quotidianamente una cronica mancanza di risorse, che le priva anche dei supporti tecnologici e informatici di base.

L'ISTITUTO MARCHESI. Protestano dunque gli insegnanti del Dipartimento di Scienze Motorie dell'istituto superiore Concetto Marchesi di Padova, tramite la loro coordinatrice Monica Rossetto. 'Abbiamo sin da subito avuto forti dubbi sull'effettiva possibilità di svolgimento di queste giornate - spiega Monica Rossetto - tra le criticità troviamo la stagionalità, un mese freddo e piovoso che limita molto il campo di possibilità e che coincide con la settimana di alta stagione per la montagna. Ma anche la durata di soli tre giorni, uguali e obbligatori per tutti, con un'elevata concentrazione (solo il nostro istituto ha 53 classi per un totale di circa 1.200 studenti) che mette a dura prova le strutture (quattro sedi e due palestre di cui una già difficilmente praticabile con due classi) ma anche le eventuali possibilità di avvalersi, contemporaneamente, dei pochi luoghi dove si può praticare lo sport all'aperto. Le possibilità finanziarie (non tutte le famiglie sono in grado di spendere soldi per la gita in montagna, come auspicato dalla Regione), i trasporti (costi e reperibilità in contemporanea da parte di tutte le scuole), la sicurezza (chi vigila durante queste attività? Solo i docenti di Scienze Motorie? Altri docenti non competenti, preparati e abituati ad attività pratiche? C'è obbligo di medico in campo? Di un'ambulanza?)'.

LE INIZIATIVE. Nonostante le perplessità, gli insegnanti del Marchesi, come quelli delle altre scuole, si sono messi al lavoro e hanno organizzato per giovedì 2 marzo attività sportive per le classi prime, seconde e terze (circa settecento studenti) agli Impianti CUS, con venticinque istruttori di varie discipline e la presenza di un medico e un'ambulanza. Il 3 marzo è stata inoltre organizzata una tavola rotonda con le classi quarte e quinte (circa quattrocento studenti), con Rossano Galtarossa, Chiara Rosa, Jacques Riparelli, Juan Carlos Canelo, Giovanni Maistri e Alice Carpanese. Infine, il 4 marzo è in programma l'uscita didattica sulla neve, con un costo di 900 euro di pullman più i costi di affitto per  attrezzature, corso col maestro, ecc. Per il 2 marzo si è chiesto ai genitori di accompagnare i ragazzi al CUS e venirli a prendere, per evitare l'affitto del pullman; la gita ha invece un costo di 50 euro a ragazzo a carico della famiglia, cosa che ha naturalmente creato un discrimine tra chi se la può permettere e chi no. Non a caso vi hanno aderito solo 91 studenti (e comunque sarebbe stato impossibile portarne più di mille).

I FINANZIAMENTI. 'Dopo aver compilato moduli richiesta fondi, e aver lavorato senza alcuna sicurezza e indicazione precisa - continua la professoressa - il 23 febbraio, pochissimi giorni prima, viene comunicato dalla Regione che sono stati assegnati alle scuole richiedenti 250 euro ciascuna per le iniziative degli altri sport. Cifra che per il Marchesi copre un sesto della spesa prevista: 1.500 euro. Non solo, risulta che il Marchesi è stato escluso dal contributo per gli sport invernali, di 500 euro, perché la meta è fuori del Veneto'. Il finanziamento previsto dalla Regione per tutto il Veneto è di 100mila euro. Quaranta dono le scuole superiori assegnatarie del contributo in provincia di Padova, che riceveranno in totale 9.565 euro, a fronte dei 40.158 richiesti. La Regione riesce dunque a risparmiare qualche soldo, visto che aveva destinato 10.097 euro. Undici, invece, sono le scuole che hanno ricevuto il contributo per lo sport invernale, quattro le escluse, per un totale di 5.500 euro. Il risparmio qui è più consistente, con 4.597,29 euro a fronte dei 10.097 euro destinati. Somme che, dichiara la Regione, verranno accantonate e non ripartite.

LE PROSPETTIVE DELLA SCUOLA. 'In pratica, il Marchesi non ottiene neppure i soldi sufficienti per coprire l'ambulanza o il medico e non è in grado di offrire neppure un simbolico rimborso spese a chi prende un permesso di lavoro per venire a parlare agli studenti.
Per non parlare poi della gita in montagna, che resta quindi totalmente a carico delle famiglie. Questo secondo noi non va a favore dello sport ma ancora una volta serve a svilirne l'importanza - conclude Monica Rossetto - e, soprattutto, a impoverire la scuola in generale, già alle prese con disagi strutturali e di funzionamento dovuti a mancanza fondi'.

Gli insegnanti del Dipartimento di Scienze Motorie dell'istituto superiore Concetto Marchesi di Padova"

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