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Gita scolastica, se disabile i prezzi salgono: scontro tra i compagni

Una classe si divide, in un liceo a Cittadella, sull'opportunità o meno che anche la coetanea in carrozzina partecipi, visti i costi aggiuntivi del viaggio per tutti. Una discussione che offende l'interessata

Da momento di unione, in cui suggellare i rapporti consolidati in un lungo percorso approdato finalmente al traguardo con cinque anni di superiori condivisi assieme, la gita scolastica, in una classe quinta di un liceo a Cittadella, sta invece diventando occasione di divisione in cui a rimetterci è una compagna disabile che, all'ultimo anno, avrebbe solo voluto partecipare, come tutti, a una nuova esperienza con i propri coetanei.

PREZZI PIÙ CARI E NON TUTTI CI STANNO. Come riporta il quotidiano il Mattino, un acceso dibattito ha avuto origine in rete, dapprima via WhatsApp sui cellulari, sull'opportunità o meno che anche la coetanea in carrozzina partecipi alla gita, meta prescelta Parigi, visti i costi aggiuntivi del viaggio per tutti. C'è anche chi si è schierato perché alla compagna disabile sia data l'occasione di partecipare, ma sono circolate anche parole pesanti, di corrente opposta. La discussione è approdata infine anche alla diretta interessata che, offesa dalle parole dei compagni, ha deciso di postare il tutto sulla propria pagina Facebook.

LE PAROLE DEI COMPAGNI. "Per la gita 600 euro sono troppi - aveva scritto una compagna di classe - Noi non siamo né martiri né ricchi, quindi nessuno da noi si aspetta che abbiamo tutto questo buon cuore di accettare la spesa pur di portare la compagna disabile in Francia. Accettiamo tutti di stare a casa allora? Non penso proprio. Quante volte mi è capitato di rovinarmi una serata perché organizzata male e in fretta. Non abbiamo da qui all'eternità per organizzare questo viaggio, quindi è meglio se ci muoviamo. Probabilmente lei ci starà davvero male, perché sono 5 anni che aspetta l'occasione di trascorrere con noi una gita. Ma c'è una sorta di divergenza nella nostra classe, giusto? C'è chi a tutti i costi vuole trovare il modo di portarla e c'è chi, come me, non avendo molte occasioni di viaggiare vuole cogliere a tutti i costi quelle che ha, passando sopra alla questione della compagna disabile. Ogni buon re sa che ogni singolo uomo è sacrificabile per salvare il popolo intero. Non so se mi spiego. Vogliamo davvero rendere tristi 20 persone quando possiamo renderne triste solamente una? Lei non l'ha fatto apposta, lo so. Ma vogliamo davvero barcamenarci in giro per la scuola ancora a lungo per cercare di trovare una soluzione che magari non esiste? E se ci arrivassimo troppo tardi e il costo del trasporto aumentasse ancora di più? Ecco, infatti, secondo me urge una votazione, tanto per fare una distinzione tra chi sia d'accordo a lasciare a casa la nostra compagna - e quindi a prenotare al più presto senza includere le spese in più che si sarebbero aggiunte portando anche lei, sapendo che i costi risulterebbero più bassi - e chi vuole aspettare di risolvere tutti i casini che riguardano il suo problema, non avendo però alcuna certezza sulle spese e rischiando che altre persone rinuncino alla gita se il prezzo è eccessivamente alto. Però sinceramente non ho voglia di dirlo io a lei, lasciamo questo compito all’altra compagna che è sua amica".

FERITA E UMILIATA. La sorella della studentessa disabile riferisce al Mattino le tante rinunce della familiare che non ha mai partecipato nei precedenti anni alle gite scolastiche "per non essere un peso per i compagni, ma questo è l'ultimo anno e voleva goderselo fino in fondo. Martedì sera non smetteva di piangere, si è sentita ferita e umiliata da quelle parole. Ora non vuole più andare in gita".

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