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Il cimitero di San Siro di Bagnoli di Sopra e, nel riquadro, Giulio Piva

Il cimitero di San Siro di Bagnoli di Sopra e, nel riquadro, Giulio Piva

Morì alla sua festa di compleanno Violata la tomba per "ricordarlo" Genitori: "Non è stata cattiveria"

Nel cimitero di San Siro, a Bagnoli, la lapide del 18enne Giulio Piva, deceduto per un malore la notte di Halloween del 2013, è stata rimossa e sono state prelevate due maglie da calcio della squadra in cui giocava

In questi giorni è in programma un torneo di calcio in sua memoria. In base alle prime indagini condotte dai carabinieri della stazione locale, si presume che la macabra azione sia riconducibile ad un gesto di cattivo gusto perpetrato da amici o compagni di squadra per ricordarne la tragica scomparsa.

TOMBA VIOLATA. A distanza di un anno e mezzo, la tomba di Giulio Piva, studente 18enne di Bagnoli di Sopra, deceduto a seguito di un malore che lo aveva colpito proprio la notte di Halloween in cui con amici stava festeggiando il compleanno del fatidico traguardo della maggiore età in un agriturismo a Bovolenta, è stata violata, la lapide rimossa, prelevate due magliette da calcio della squadra dove il giovane militava, che erano state poste sopra la bara al momento della tumulazione.

LE MAGLIETTE. L'episodio, verificatosi nel cimitero in via Martiri di Belfiore nella frazione di San Siro a Bagnoli di Sopra, risalirebbe tra il 30 maggio e giovedì, ed è stato denunciato su segnalazione della polizia locale. Le magliette sono state trovate appese su due croci presenti all’interno del camposanto e, una volta recuperate dai militari dell'arma, poste sotto sequestro. Il feretro non risulta danneggiato. Del fatto è stata informata l'autorità giudiziaria.

LA FAMIGLIA. Sui social network nel frattempo circola un messaggio a nome della famiglia sull'episodio, che sarebbe stato interpretato come un "grande gesto d'amore e disperazione del fatto di non aver ancora accettato l'enorme perdita del caro Giulio da parte di qualche persona. Purtroppo però non coscienti che questo avrebbe recato un enorme dolore morale alla famiglia umanamente comprensibile. Chiedono ora solo il massimo rispetto e silenzio per tutto e di non farne un qualcosa di peggio. Non è stato fatto con cattiveria. Raffaele e Susi".

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