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Gramigna, la Digos incastra il centro sociale per le minacce a Zanonato

A seguito di perquisizioni, gli uomini della Digos hanno rinvenuto prove schiaccianti che attesterebbero la paternità dei manifesti minatori contro il sindaco affissi nei giorni scorsi in città. Trovato anche materiale utile per scontri violenti

I manifesti di minacce al sindaco Flavio Zanonato, anonimi, ora hanno un autore. Almeno secondo gli esiti delle perquisizioni compiute dagli uomini della Digos nei confronti di alcuni attivisti del centro sociale Gramigna e della sede del gruppo in piazza Caduti della Resistenza (ex piazza Toselli).

I MANIFESTI. Le frasi minatorie comparse nei manifesti affissi nei giorni scorsi in città nei confronti del sindaco “condannato” dal “Tribunale popolare antifascista” che indicava il “Decreto penale di condanna in nome della resistenza partigiana” richiamavano palesemente formule e stili di antecedenti documenti eversivi di rivendicazione delle Br.


LE PROVE. Le perquisizioni hanno consentito di recuperare, secondo quanto riferito dalla Digos “elementi comprovanti la sicura paternità dei manifesti anonimi”. Nel corso dei controlli è stata inoltre sequestrata un'ingente quantità di materiale pronto per essere utilizzato in manifestazioni violente o scontri politici.

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