Mercoledì, 19 Maggio 2021
Cronaca

Scoprì Del Piero: in un libro la storia di Vittorio Scantamburlo

Esce in libreria la vita dell'osservatore del Calcio Padova che individuò il talento di un "Pinturicchio" quando ancora ragazzino dava i primi calci al pallone: la prefazione è dello stesso numero 10

Il libro

10 novembre 1987: in un campetto del Trevigiano Vittorio Scantamburlo scopre il talento di Alessandro Del Piero. Gli bastano un paio di giocate del ragazzo per capirne la grandezza e avvisare immediatamente la società per cui lavora. La sua carriera di osservatore del Calcio Padova tocca in questo momento il punto più alto.

TUTTI I GIOCATORI. Ma non è l’unica soddisfazione professionale di una vita intera dedicata al pallone. Sono infatti più di 70 i giocatori, segnalati da Scantamburlo alla squadra biancoscudata, ad essere finiti poi tra i professionisti, molti di questi in serie A. Del Piero, che nella prefazione di questo libro lo riconosce come il suo scopritore, è il colpo più importante. Ma sulla sua agenda sono finiti tanti altri nomi noti: Filippo Maniero, Ivone De Franceschi, Luigi Capuzzo, Adriano Zancopé, Carlo Perrone, Andrea Seno, Andrea Manzo, Luigi Sartor, Marco Rigoni, Marco Andreolli, Daniele Gastaldello, Luca Rossettini, Jerry Mbakogu.

IL LIBRO. In “Ho scoperto Del Piero” Alberto Facchinetti ripercorre tutta la storia del "mitico" Vittorio. Da quando era un bambino di sei anni e vide per la prima volta un pallone allo Stadio Appiani, ad oggi che di anni ne ha 85 e la passione per il campo sportivo è rimasta la stessa. Nel mezzo una carriera da calciatore, vissuta all’inizio parallelamente all’amico Aurelio Scagnellato, una da allenatore delle giovanili, vincitore di due titoli nazionali, e quella da osservatore. Una vita sempre spesa nel Padova.

PREFAZIONE DI ALEX DEL PIERO. La prefazione è dello stesso numero 10 “(…) Nella mia carriera ho avuto tanti momenti decisivi, di quelli che possono segnare il futuro, che sanno indirizzare il destino. Ma ce n’è uno che sta alla base di tutto ed è legato a un nome: Vittorio Scantamburlo. Avevo compiuto da un giorno tredici anni, il 10 novembre del 1987, quando la sua 126 bianca parcheggiò davanti al campetto dove stavo giocando, con la maglia del San Vendemiano. (…) Sono sicuro che in tanti campi di provincia ci sono giovani che aspettano l’occasione che ho avuto io. Non tutti potranno fare la stessa strada, ma sarebbe bello che Vittorio Scantamburlo fosse preso come esempio da tanti, perché farebbe bene al calcio e a chi lo ama”.

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