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Housing First, Padova cerca soluzioni nuove ai senza dimora

Un modello innovativo di intervento, nato nel 1992 in Usa con l’obiettivo di ridurre in modo considerevole gli homeless e favorire la convivenza urbana, ribaltando il sistema assistenziale tradizionale

Mercoledì, nella sala Livio Paladin di palazzo Moroni, si è tenuto un incontro rivolto a enti e dirigenti pubblici e privati che si occupano di grave marginalità adulta dal titolo "Housing First: nuove prospettive per l’accoglienza di persone senza dimora", con Josè Ornelas, professore dell'Ispa (Istituto universitario delle Scienze psicologiche, sociali e della vita di Lisbona).

PADOVA CERCA SOLUZIONI INNOVATIVE. L’evento è stato promosso dall'assessorato ai Servizi sociali del comune di Padova, in collaborazione con il Coordinamento dei servizi di accoglienza di Padova (Cap 35100), un gruppo di lavoro composto dagli addetti ai lavori per i servizi di accoglienza ed integrazione per le persone in grave marginalità sociale ed abitativa della città, che si stanno attivando per trovare soluzioni innovative ed efficaci per ridurre il fenomeno delle persone senza dimora a Padova. Attualmente fanno parte di CAP 35100 Caritas Padova, Cosep, Nuovo villaggio, Gruppo R e il dipartimento di Psicologia dello sviluppo e della socializzazione dell’università di Padova.

RIDURRE GLI HOMELESS. "Le condizioni in cui riversano le persone senza fissa dimora sono considerate come una delle forme più gravi di povertà estrema e di esclusione sociale - si legge nella nota diffusa dal Comune - ciò non riguarda solo gli individui stessi ma anche il benessere collettivo. Il bisogno di sicurezza dei cittadini è un elemento importante del benessere di ogni città ed un fattore determinante della sua qualità della vita. Ridurre la presenza degli homeless nel territorio implica quindi anche un impatto sul territorio locale che va oltre il semplice miglioramento dei soggetti senza dimora, ma contribuisce alla qualità della vita della città".

L'HOUSING FIRST. Housing First è un modello innovativo di intervento, nato nel 1992 in USA con l’obiettivo di ridurre in modo considerevole il numero di persone senza dimora e contemporaneamente favorire la convivenza urbana. Ribaltando il modello assistenziale tradizionale. Housing First ha dimostrato con dati empirici che è possibile trovare una soluzione per far fronte ad un’eterogeneità di problemi e bisogni connessi al "vivere in strada", accompagnando le persone in un percorso di autonomia e contemporaneamente riducendo i livelli di insicurezza urbana.

IN EUROPA. In Europa, a partire dal 2006, si sono diffuse una serie di iniziative supportate dal programma europeo Progress, tra cui "Casas Primeiro" a Lisbona, una delle prime cinque città europee ad abbracciare questo nuovo modello di intervento. Josè Ornelas, direttore del progetto, ha presentato i principali risultati dell’esperienza portoghese, che potrebbe trovare applicazione, in futuro, anche a Padova. Dal 2014 è stato avviato il Network "Housing First Italia" (NHFI), a cui hanno aderito enti italiani pubblici, privati e del Terzo settore che gestiscono servizi di intervento per la grave marginalità coordinati da Fio.psd (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora), tra cui CAP 35100.

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