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Idrovia Pd-Ve, la progettazione preliminare: sarà canale navigabile e bacino scolmatore

Giovedì, a Venezia, la presentazione. "È dagli anni '20 dello scorso secolo che non sono più stati realizzati interventi rilevanti in questo campo e dopo l'alluvione del 2010 era un cambio di direzione che dovevamo fare", ha spiegato l'assessore regionale Bottacin

"Sarà una delle più importanti opere idrauliche realizzate in Veneto”, lo ha detto l’assessore regionale alla difesa del suolo e all’ambiente Gianpaolo Bottacin aprendo giovedì a Venezia la presentazione della progettazione preliminare per il completamento dell’idrovia Padova-Venezia come canale navigabile, ma con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta, a cui sono stati invitati i rappresentanti delle amministrazioni locali e i portatori di interessi sia pubblici che privati.

FONDAMENTALE. La progettazione sarà messa on-line per la consultazione e sarà concesso un congruo periodo di tempo per la presentazione delle osservazioni. “Il progetto riguarda l’idrovia – ha detto l’assessore – ma io metto l’accento sulla sua funzione di canale scolmatore perché è un’opera idraulica per la messa in sicurezza di questa parte del territorio veneto e la sicurezza è un aspetto prioritario a cui dobbiamo puntare. È dagli anni ’20 dello scorso secolo che non sono più stati realizzati interventi rilevanti in questo campo e dopo l’alluvione del 2010 era un cambio di direzione che dovevamo fare. Ovviamente questo progetto ha davanti a sé un percorso ancora lungo, ma credo sia fondamentale investire sulle opere idrauliche”.

VALUTAZIONI. L’assessore ha sottolineato che la progettazione preliminare è propedeutica a quella definitiva che dovrà risolvere tutte le problematicità individuate. “Non è una vasca da bagno – ha aggiunto – e di complessità ce ne sono parecchie. Occorre quindi fare tutte le valutazioni del caso, ma procederemo con determinazione, un passo dopo l’altro, verso la realizzazione dell’opera". L’assessore, facendo rilevare che sarà determinante l’impegno del governo per reperire le risorse necessarie (stimate in oltre 600 milioni di euro) ha ringraziato anche il professor D'Alpaos, tra i massimi esperti di idraulica in Europa, e le strutture dell’università di Padova della cui supervisione la Regione intende continuare ad avvalersi.

CARATTERISTICHE. I progettisti hanno poi illustrato le caratteristiche principali dell’intervento sia dal punto di vista trasportistico, sia per gli aspetti di natura idraulica e di valorizzazione ambientale. La progettazione ha permesso anzitutto di stabilire nella classe V il natante di riferimento più adatto per l’idrovia, con requisiti di adeguatezza per transitare sotto tutti i 12 ponti esistenti. Le chiatte di questo tipo, lunghe 105 metri, hanno una capacità di carico, in container, pari a due treni merci o 60 camion.

COME FUNZIONERÀ. La quota di regolazione del livello dell’idrovia è stata individuata in +4 metri sul medio mare, in ragione dell’intersezione con il canale Novissimo, tranne che per l’ultima parte. Una volta terminate le opere, in caso di piena del Brenta come scolmatore sarà in grado di scaricare almeno 350 metri cubi al secondo in laguna di Venezia. I materiali di scavo potranno essere interamente riutilizzabili. Sono previste opere di valorizzazione ambientale oltre alla pista ciclopedonale, che da Padova porterà fino a Venezia.

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