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"Il comune che protegge": il workshop per ridurre i danni da cambiamenti climatici

Il progetto ha l'obiettivo di promuovere la resilienza al cambiamento climatico e agli eventi catastrofali ad esso collegati nelle PMI italiane con la costruzione e diffusione di strumenti per ridurre al minimo i danni per le singole aziende e per i distretti di imprese

E’ partita oggi la nuova fase del progetto Derris (Disaster Risk Reduction Insurance) che ha dato il via a Padova al primo workshop di coinvolgimento di nuove città italiane, dopo la sperimentazione pilota avviata un anno fa a Torino, che ha visto il coinvolgimento di 30 PMI, e l’adesione di Genova a febbraio.

IL PROGETTO. Il progetto Derris, che vede il Gruppo Unipol capofila insieme ai partner Città di Torino, Cineas, Anci e Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, ha l’obiettivo di promuovere la resilienza al cambiamento climatico e agli eventi catastrofali ad esso collegati nelle PMI italiane, attraverso la realizzazione di una serie di azioni per trasferire competenze di valutazione e gestione del rischio, nonché la costruzione e diffusione di strumenti per ridurre al minimo i danni per le singole aziende e per i distretti di imprese. A Palazzo Moroni di Padova sono state illustrate tutte le modalità per aderire al progetto come città pilota e come coinvolgere le imprese del proprio territorio. Il nuovo ciclo di incontri dal titolo “Il Comune che protegge” proseguirà in altre città italiane con l’obiettivo di coinvolgere, sulla scia di Genova e Padova, altri 8 comuni interessati a fare da pilota al progetto insieme alle PMI del loro territorio per individuare e ridurre, attraverso un percorso comune, i danni legati agli eventi determinati dai cambiamenti climatici.

INVESTIMENTI. Derris ha l’obiettivo di raggiungere 180.000 PMI in Italia entro il 2018 e prevede un investimento complessivo di 1.3 milioni di Euro, in parte co-finanziato dalla Commissione Europea con il programma Life+. Il workshop di Padova è stato anche l’occasione per presentare il CRAM tool, nuovo strumento di autovalutazione del rischio climatico. Messo a punto durante la sperimentazione pilota svolta a Torino, il tool verrà ulteriormente testato sulle PMI coinvolte a Genova e Padova e nelle 8 nuove città che vorranno aderire al progetto. Questo mezzo ha la finalità di aiutare le piccole medie imprese italiane a valutare i rischi cui l’azienda è esposta e a elaborare un piano di azione con i possibili interventi per prevenire e gestire questi rischi, relativamente ai 7 fenomeni meteo-climatici analizzati nel progetto: alluvione, pioggia, vento, grandine, fulmini, temperatura e frane.

CONSAPEVOLEZZA. Il CRAM tool è stato ideato dal progetto DERRIS per accrescere la consapevolezza delle piccole e medie imprese italiane sui rischi meteo-climatici a cui possono essere esposte, e mettendo a disposizione, in maniera semplice e schematica, una serie di informazioni utili per conoscere il loro rischio. Recenti studi dimostrano che il 90% delle PMI che, in conseguenza di un evento catastrofale, rimangono inattive per una settimana, fallisce entro un anno e in Italia esistono ben 1.642.165 imprese esposte a rischio alluvione. L’attuale sistema italiano non prevede l’accantonamento di riserve per far fronte agli eventi catastrofali e ciò determina il fatto che le risorse necessarie per sbloccare gli indennizzi debbano essere individuate di volta in volta, generando soprattutto per le PMI, una serie di danni indiretti, come mancata produzione, perdita d’immagine e di mercato che complessivamente possono incidere molto più del danno materiale diretto.

OIETTIVI E IMPEGNI. B?Obiettivo del Gruppo Unipol e dei suoi partner è anche l’implementazione di forme innovative di partnership pubblico-privato tra l’assicurazione, la PA e le imprese, che creino sinergie ed opportunità di tutela del territorio e di aumento della resilienza. L’impegno nella lotta ai cambiamenti climatici caratterizza da anni l’attività del Gruppo e si è manifestata in una serie di importanti decisioni orientate alla tutela ambientale. Unipol infatti si impegna a diffondere strumenti e competenze per la valutazione dei rischi e per la definizione di piani di disaster recovery per le aree più a rischio, nonché a promuovere strumenti finanziari per rendere sostenibile e incentivare la resilienza, non solo nei siti industriali di rilevanza economica ma allargando il raggio d’azione a tutta la struttura produttiva del Paese e ai cittadini.

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