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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca

Il consigliere Ruzzante denuncia e attacca: "Stop alla violenza nella sanità veneta"

L'uomo denuncia come gli episodi di violenza fisica e verbale commessi ai danni di operatori della salute siano in sensibile aumento anche nella nostra regione

Relazione del consigliere Ruzzante di Liberi e Uguali che denuncia come gli episodi di violenza fisica e verbale commessi ai danni di operatori della salute siano in sensibile aumento anche nella nostra regione; basti pensare, solo per citare i fatti più recenti, all’aggressione al personale della Guardia medica di San Bonifacio (VR) avvenuta a luglio dello scorso anno, alla furia scatenata sul medico del pronto soccorso dell’Ospedale di Legnago (VR) nel febbraio del corrente anno, alla violenza indirizzata contro il personale di pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Antonio di Padova nel mese di marzo. Tali fatti rappresentano le emergenze più cruente di episodi comunque caratterizzati da elementi di violenza fisica o verbale che con frequenza quotidiana avvengono presso ambulatori, corridoi e reparti: un recente studio nazionale ha rilevato che su 4000 casi di violenza nei luoghi di lavoro ben 1200 riguardano episodi nei confronti di operatori della Sanità, con il 70% di donne coinvolte.

La denuncia

Il consigliere Ruzzante parla di come i contesti relazionali maggiormente a rischio siano i presidi di Guardia Medica, i Servizi Psichiatrici, il Pronto Soccorso e i reparti di degenza; tra gli elementi determinati o incidenti nella causazione degli episodi violenti vanno certamente considerati i seguenti aspetti: i sentimenti di frustrazione e rabbia provati dagli utenti a causa di un ritardo abnorme o a fronte della negazione di una prestazione cui si ritiene di avere diritto, deficit organizzativi, il medico e l’infermiere non rappresentano più un riferimento autorevole e responsabile per i bisogni di salute ma sono percepiti come meri veicoli erogatori di prestazioni, il continuo accanimento mediatico nei confronti di episodi di “malasanità“, talvolta raccontati attraverso ricostruzioni scarsamente oggettive, contribuisce a innescare reazioni “violente”, talora addirittura fornendo una base per la giustificazione morale della violenza: una narrazione, questa, cui le istituzioni non mancano di rivolgersi, scaricando responsabilità di scelte sanitarie e gestionali sugli operatori. Per tutti questi motivi, compresa la sicurezza degli operatori sanitari, Ruzzante chiede alla giunta regionale di attivare un ampio confronto con gli operatori della sanità e le parti sociali al fine di pervenire all’elaborazione di ipotesi di intervento condivise rispetto agli atti violenti commessi ai danni degli operatori delle sanità del Veneto.

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