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Cronaca

Il cuore ricamato della De Leo Fund dopo Vo' arriva a Bergamo

«E' frutto dell'impegno di quattordici donne, ventiseimila metri di filo e mille e ducento ore di lavoro per costruire questo cuore di circa 20mq che vogliamo itinerante per dare un segno di solidarietà e fratellanza. Non è legato ad un singolo luogo, bensì alle persone che sono mancate in tutt’Italia»

Durante l’anno che è trascorso, vissuto con la tragica esperienza della pandemia da coronavirus, l' associazione De Leo Fund di Padova ha visto crescere enormemente le richieste di aiuto. Le donne che partecipano al Laboratorio Creativo dell’associazione hanno sentito il desiderio di esprimere un forte segno di vicinanza a tutti coloro che hanno perso qualcuno a causa di questo terribile virus. Durante il lockdown, non potendosi incontrare come accadeva prima, queste donne hanno lavorato ciascuna a casa propria creando centrini all’uncinetto destinati ad unirsi insieme per formare un grande cuore.

Progetto

Questo progetto è stato condiviso con il Comune di Vo’ Euganeo che per primo ha sofferto la perdita di un suo concittadino per Covid-19. Un grande cuore tricolore, collocato sulla facciata del Municipio di Vo’, come simbolo di vicinanza e solidarietà. Solidarietà’ che vuole uscire dai confini locali  per rivolgersi a tutti i cittadini italiani.  Il cuore  ora e’ a Bergamo, dove verra’ esposto sulla facciata del Palazzo della Ragione in Piazza Vecchia per il 18 Marzo giorno in cui questa città commemorerà le sue vittime.

Cuore itinerante

«Il cuore - commentano dall'associazione - è sempre stato considerato come il centro delle emozioni, come la parte più viva di una persona, il luogo dell’intima unità di corpo e spirito. Proprio per il suo valore universale e per i colori di cui è composto, saremmo lieti di vedere il Grande Cuore di De Leo Fund accolto e ospitato dalla città di Bergamo, martoriata più di altre durante la prima fase della pandemia. Niente e nessuno potrà mai cancellare dalla memoria l’immagine straziante delle bare sui camion dell’esercito. Il desiderio di noi tutte sarebbe quello di rendere itinerante il nostro Cuore, come segno di solidarietà e fratellanza, non legato ad un singolo luogo, bensì alle persone che sono mancate in tutt’Italia».

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